“CARTA. LA FORZA ESPRESSIVA DELLA PAPER ART”.

A  CURA  DI  DINA  PIERALLINI ED  ELENA BERMOND  DES  AMBROIS. 

BIELLA. LANIFICIO  MAURIZIO  SELLA.  25 OTTOBRE – 3 DICEMBRE  2025. 

Fotografie di CARMELO PATEA.

Nuovamente affollate per una costante presenza di visitatori alla bella e insolita mostra “CARTA. La forza espressiva della Paper Art”, le antiche stanze dello storico Lanificio Sella di Biella hanno ripreso vita, in questi giorni, per un’ occasione culturale che sta riscuotendo notevole successo.

Insolita, la Mostra, che è curata da Dina Pierallini ed Elena Bermond des Ambrois,  propone una suggestiva serie di intense sculture realizzate appunto con un particolare materiale: la carta.

Curiose, romantiche. impregnate di serena dolcezza, ma anche forti di una vitalità inquietante, le opere esposte raccontano l’essere umano nei diversi momenti del suo spirito, riflessi nella postura del corpo.

Ecco quindi le favole, l’ingenuità e il candore del corpo infantile,  il sogno, ma anche la forza  conturbata della violenza, o  l’insolita postura ricercata in appositi momenti di scelte ginniche.  O forse anche la magia di un curiosi pozzo realizzato con specchi in cui compare il volto di chi si specchia, segno forse della ricerca del proprio io interiore attraverso l’immagine.

Un mondo di ricerca che,  attraverso l’opera d’arte, induce sommessamente alla riflessione.

MARIATERESA  MOLINERIS

“LEONARD  GIANADDA. SUR LES TRACES  DE TINTINF  FONDAZIONE PIERRE GIANADDA. MARTIGNY

Dal 2 – 7 – 2024 al 2 – 12 – 2025.

Gentile,  simpatica, accattivante . Allestita nello spazio  adiacente al grandioso salone espositivo della Fondazione Gianadda ,  la mostra  “Leonard Gianadda. Sur les traces de TinTin” è una singolare rassegna d’arte che mette in luce  la fantasia e la genialità  ben nota dell’ideatore e fondatore del  vivace centro culturale  elvetico.

Si tratta di immagini fotografiche realizzate da Leonard Gianadda  nel corso  della sua prima attività come giovane reporter  abbinate curiosamente alle avventure di un personaggio immaginario  che compariva nelle strisce  giornalistiche  di un quotidiano degli anni ’60.  Personaggio allora molto noto, seguito e ammirato dai giovani.

Più precisamente, il sottotitolo della mostra , che è curata da Sophia Cantinotti e Laurent Missbauer, autori anche del bel catalogo  edito dalla Fondazione, recita  “ Dialogo di immagini  intorno al mondo”, realtà che puntualmente si ritrova nell’intero percorso dell’esposizione.

Leonard Gianadda  con molta cura, realizza fotografie in cui compare  imitando la posizione e gli atteggiamenti del noto personaggio del fumetto, regalando così  a  Tintin, con elegante ironia, una nuova dimensione  di  simpatica, rinnovata  popolarità.

Spesso si tratta  anche di una meticolosa individuazione dei luoghi in cui  virtualmente si svolgono vicende  legate ai percorsi del personaggio  proprio come indica il titolo della rassegna:  “sur les traces  de Tintin”.

Maria Teresa Molineris

DA REMBRANDT A VAN GOGH – COLLEZIONE ARMAND HAMMER, LOS ANGELES. FONDAZIONE PIERRE GIANADDA. MARTIGNY

“ DA  REMBRANDT  A  VAN  GOGH “  COLLEZIONE ARMAND  HAMMER,  LOS ANGELES.  FONDAZIONE PIERRE  GIANADDA. MARTIGNY. SVIZZERA.    20  GIUGNO  – 2  DICEMBRE  2025.

Con il consueto affollamento di visitatori e appassionati d’arte continuano   le grandi mostre delle Stagioni Espositive alla Fondazione  Pierre  Gianadda di  Martigny, dopo la scomparsa del grande fondatore dell’importante Centro culturale elvetico. Leonard Gianadda.

La mostra in corso è dedicata alla celebre raccolta di un collezionista di Los Angeles:  Harmand Hammer,  i cui capolavori spaziano  da alcuni imponenti  ritratti opera di Tiziano, Rubens, Rembrandt  a ritratti e piccole sculture di Daumier fino a un lento prolungarsi di opere  di grandi autori, quali  Watteau, Goya, Corot.

Per attraversare la gioia  gentile e assoluta dei paesaggi di Claude Monet, di Miller, Sisley fino alle scelte innovative e singolari di Gauguin  e di  Van Gogh, sfumando infine con opere di Touloue-Lautrect e di Vuillard.

E’ il grande impegno della “Fondazione Pierre Gianadda” che continua con la direzione del nuovo Presidente Francois Gianadda, la nutrita serie di proposte culturali che, dalle esposizioni d’arte spaziano alla musica con grandi concerti, ai vari Musei che iniziano dalle raccolte di reperti archeologici legati al sito romano-gallico in cui è sorta la Fondazione, ad un ricchissimo Museo dell’automobile, al grandioso Parco delle sculture che ospita opere di grandi celebri artisti del Novecento , fino all’edifico del Vecchio Arsenale che racchiude un’importante serie di documenti e ricordi.

La mostra in corso: “ Da Rembrandt a Van Gogh. Capolavori della Collezione Hammer” è curata da Cynthia Burlingham e Naoko Takahatake del Museo Armand Hammer di Los Angeles ai quali si deve anche il catalogo della rassegna, pubblicato  dalla Fondazione Pierre Gianadda. MARIA TERESA MOLINERIS

LOTTO ZERO, RISONANZE, DEPOSITO VIVENTE. IL RINNOVAMENTO DELLA GAM GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TORINO

Con la presentazione di nuovi, grandi spazi in cui sono  collocate le opere, sono statti riaperti nei giorni scorsi i diversi piani della grande struttura  edilizia  creata agli inizi del Novecento: la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea  di Torino.

Un rinnovamento eccezionale, frutto di grandi interventi che riportano l’insieme all’originaria impostazione di grandezza.

“Completato il Lotto Zero di riqualificazione di parte degli spazi espositivi  e di accoglienza  –  viene annunciato – riapre al pubblico il Secondo Piano dell’ edificio, chiuso da sei anni,  che accoglie anche il “Deposito Vivente.”

E’ il nuovo allestimento delle Collezioni Permanenti ispirato ai temi delle mostre: luce, colore, tempo.

 Percorso che è indicato come  “Prima Risonanza”  e si sviluppa accogliendo anche nuovi modi di offerta per la fruizione artistica delle opere.

Opere che – come propongono i curatori: Chiara Bertola, Elena Volpato e Fabio Cafagna – “sono state collocate in un percorso ideato  in sintonia con le mostre della programmazione autunnale, distribuite in quindici sale , e hanno il preciso intento di “dialogare” fra loro in “Risonanze che consentono di rileggere opere note  creando imprevedibili assonanze o contrasti visivi”.

Con  la mostra dedicata a “Berthe  Morisot. Pittrice Impressionista”  allestita alla GAM  per la stagione autunnale, si collega  il nuovo discorso artistico delle Gallerie, siglato all’inizio da  un dipinto del pittore biellese Lorenzo Delleani: “Le allieve” scelto tra le opere  presenti nella Galleria, perché  “seppur con pennellate più dense e tocchi meno leggeri e vibranti di  quelli di Berthe Morisot ,  è maggiormente accostabile a livello stilistico e tematico  alla produzione della pittrice”. “Pur in assenza della personalizzazione delle sensazioni e degli stati d’animo propri degli artisti impressionisti”  a cui Berthe Morisot appartiene.

Nel  nuovo percorso delle Risonanze è poi dedicato spazio ad altri dipinti del pittore Lorenzo Delleani in un fattivo “dialogo” con  dipinti di altri autori orientate al medesimo soggetto.

Anche  un’opera dell’artista biellese Michelangelo Pistoletto , uno “specchio specchiante”, è stata collocata con rilievo, nella grande sala in cui il maestro è chiamato a “dialogare” per un raffronto tematico con  importanti artisti impegnati nella rappresentazione di  “diversi aspetti della ritmicità cromatica, della musicalità, delle geometrie, della serialità e,  infine , della città rutilante e di quella patinata” nelle diverse espressioni dell’arte moderna e  contemporanea.

MARIA TERESA MOLINERIS

“ PAESAGGI ”. REALTA’ IMPRESSIONE SIMBOLO

Da Migliara a Pellizza da Volpedo. 
Castello di Novara. 1 Novembre  2024  – 6 Aprile 2025. 
A cura di Elisabetta Chiodini.   Catalogo M E T S  Percorsi d’arte.

Con una  nuova importante mostra:  “PAESAGGI”  REALTA’ IMPRESSIONE SIMBOLO.  Da  Migliara a Pellizza da Volpedo”  inaugurata recentemente  nelle storiche sale del Castello Visconteo, la  Città di Novara prosegue  con grandiose dimensioni il particolare cammino intrapreso nel mondo dell’arte.

Curata da Elisabetta Chiodini, la mostra si annuncia come  “pittura di paesaggio tra Piemonte e Lombardia” e più dettagliatamente: “Dalla campagna  all’alta montagna, dai  luoghi del mare fino ad arrivare ai paesaggi urbani del cuore di Milano, ai Navigli   e al Carrobio”.

“Un tema sempre molto amato e foriero di approfondimenti nuovi”  , come precisa METS Percorsi d’Arte, cui si deve anche l’imponente catalogo, ricco di studi e di immagini, che accompagna la rassega.

Suddiviso  in nove  sezioni, l’itinerario espositivo traccia il progressivo evolversi della pittura di paesaggio dalla “Pittura di paese”, attraverso: Influssi romantici d’oltralpe, Il trionfo del naturalismo , Il naturalismo nel paesaggio urbano,  La vita en plein air e intimità  familiare, fino al momento del Divisionismo  in cui si passa “dal paesaggio al simbolo”..

Il tutto illustrato da bellissime opere dei grandi pittori che operarono nel tempo indicato:  “da Migliara a Pellizza da Volpedo”.

Grandi artisti la cui  capacità operativa  affascina sempre più i numerosi visitatori attratti dalla perfezione e dalle scelte estetiche  di un’ arte particolarmente intensa e raffinata.

Molti i grandi nomi che emergono nella rassegna per confermare i diversi momenti oggetto di attenzione del discorso d’arte proposto, fino a quello di Giovanni Segantini scelto come logo dell’intera mostra e come copertina  del catalogo.

Dai  nomi inizialmente citati nel titolo della mostra , si trovano alcuni dei più  noti, come Fontanesi, Carcano, Mosè Bianchi,Morbelli, Nomellini . Tra i tanti è presente anche quello del pittore  biellese Lorenzo Delleani di cui, come per  molti altri artisti in mostra, sono esposte,  nella  felice occasione dell’intera  rassegna, opere raramente visibili perché appartenenti a Enti pubblici o collezioni private.

MARIA TERESA  MOLINERIS

BOLDINI DE NITTIS ET LES ITALIENS DE PARIS

“ BOLDINI   DE NITTIS   ET  LES   ITALIENS   DE  PARIS “. 
CASTELLO  DI  NOVARA.  4 NOVEMBRE 2023 – 7 APRILE 2024. 
A CURA DI  ELISABETTA  CHIODINI.  
CATALOGO  METS  PERCORSI  D’ ARTE. 
ORARI : da  martedì a domenica  ore 10 – 19. Chiuso il lunedì.

E’ ancora la “bella pittura”, la pittura elegante che narra i sogni di bellezza e di felicità di una particolare epoca, ad esprimere i suoi trionfi  nelle  grandi stanze del Castello Visconteo di Novara, portata dagli ormai celebri  Percorsi d’Arte di  METS.

Curata da Elisabetta Chiodini, la mostra celebra gli artisti italiani che  con le sempre affascinanti opere, riportano all’attenzione del pubblico  i grandi nomi  che la storia dell’arte annovera: Boldini, De Nittis, Corcos, Mancini, Zandomeneghi.

Un percorso ricco di proposte interessanti che ricostruiscono, attraversi le oltre 90 opere esposte nella continuità di otto sale espositive, una storia d’arte che non smette di suscitare ammirazione

E’ la vita di un tempo che torna nei raffinati colori dei paesaggi, delle scene raffigurate, degli abiti ricercati e spesso sontuosi dei personaggi ritratti in atteggiamenti gioiosamente vivaci,  che scandiscono i tempi di un vivere lontano, ormai racchiuso nell’aura del  mito.

Si tornano a vedere così i lucenti paesaggi pieni di calda solarità, i folti boschi dei grandiosi parchi in cui si ritrovavano eleganti cavalieri e dame , signore di un tempo felice di momenti lieti. Tornano i volti sorridenti o pensosi di belle fanciulle colte negli aspetti della vita che si svolgeva nelle case, in belle sale di eleganti dimore, nei giardini pieni di fiori, nelle vie parigine.   Tornano con il loro perenne fascino i sontuosi  ritratti di nobili signore che attraverso la grande arte di famosi pittori, volevano fissare nel tempo lo splendore della propria bellezza.

Il percorso della mostra offre un’ intensa lezione sul divenire dell’arte pittorica proprio attraverso l’abilità dei maestri italiani: “les italiens de Paris”, appunto, fra cui primeggia con indiscussa “magia”, a partire dalle preziosissime pitture delle prime sale espositive,  Giovanni Boldini, insuperabile  maestro, negli anni successivi,  per gli scenografici ritratti femminili;  affiancato qui, in un curioso “tète-à- tète”, dall’altrettanto grande pittore Giuseppe De Nittis che, prosciugando con diverso impegno le immagini, portava ad ammirare a sua volta, l’eleganza, la grazia e la raffinatezza della figura femminile. 

A  Mancini , più attento anche a una diversa realtà sociale del tempo, è associata la presentazione di molti ritratti di giovani donne e giovani dei quali sembra voler far emergere gli aspetti psicologici, come fa il grande pittore  Corcos che nei suoi dipinti  sottolinea in particolare anche l’aggraziata simpatia e la vivacità.

A  Zandomeneghi il pregio di un’ ancor maggiore scioltezza nella  scelta  cromatica e compositiva con cui affronta i  suoi soggetti, spesso con scene tratte dalla quotidianità, sempre più vicino alla direzione nuova verso cui l’arte pittorica si stava muovendo.

Un percorso intenso e gradevole che ha già saputo donare ai numerosissimi visitatori quel senso  di serena ammirazione che sempre lascia  la gioiosa contemplazione della bellezza.

MARIA TERESA MOLINERIS

LES ANNEES FAUVES – FONDAZIONE PIERRE GIANADDA – MARTIGNY

“ LES  ANNEES  FAUVES”.  FONDAZIONE PIERRE GIANADDA.   
MARTIGNY. SUISSE. 
A CURA  DI  JACQUELINE  MUNCK  E MARIANNE  SARKARI. 
CATALOGO  A  CURA  DELLA FONDAZIONE.  
7  luglio  2023 – 21 gennaio 2024.
Orari: tutti i giorni    9 – 18.

E’  ancora una volta  Martigny,  città  della Svizzera Vallese, nel suo noto  centro propulsore dell’alta cultura:  la  straordinaria “ Fondazione Pierre Gianadda” , ad ospitare,  tra le   consuete  eccellenze  propositive, una mostra  che si distingue per l’insolita tematica affrontata: gli anni ruggenti dell’ arte Fauve.

Realizzata in collaborazione con il  “Musèe  d’Art  moderne de Paris”, la mostra  si intitola   “ LES  ANNEES  FAUVES”, ed è un curioso ed invitante percorso in quel particolare momento  che , nella storia dell’arte, ha  segnato la grande frattura tra la  precisa  ricerca tecnica di  perfezione dell’ arte accademica e il nuovo modo di concepire la dimensione estetica del gruppo degli artisti “dissidenti”.

Curata da Jacqueline Munck e Marianne Sarkari, la mostra si compone di   un centinaio di opere provenienti dal “Museo d’Arte Moderna di Parigi”, da altri Musei e collezioni private, aprendo allo sguardo (ancora stupito) del visitatore, la realtà che giustifica il comprensibile sgomento della famosa frase pronunciata nel 1905 dal critico francese Vauxcelles  al  Salon d’Automne  di Parigi ,allora assoluto Centro espositivo dell’arte accademica, il quale scoprendo  un busto di  Albert Marque tra i  dipinti dei pittori che operavano alla nuova maniera,  aveva esclamato:“Donatello  tra le belve”, i “fauves”, “belve” appunto, “selvaggi”, da cui poi è derivato il nome del movimento:  “fauvismo”.

Colori vistosi, colori puri, contorni delle immagini decisi, pesanti, tracciati senza incertezze, in modo,  a volte, quasi approssimativo, immagini immediate, forme di realismo  anche violente , senza ombre né sfumature, paesaggi tracciati direttamente con il colore.  Selvaggi.

I nomi più citati, da  quello di Matisse da  cui partono i riferimenti nel percorso espositivo  a quelli degli autori presenti in mostra: Braque, Delaunay, Dufy, Othon Friesz, Manguin, Marquet, Picasso, Jean Puy, Rouault, Egon Schiele, Signac, Valtat, Van Dongen, De Vlaminck e  altri, i cui dipinti,  in qualche caso sono anche affiancati da opere diverse, come ceramiche, disegni, incisioni, stampe,  con la presenza di alcune sculture di arte africana  a cui è legata l’ispirazione di certi autori.

Ci si interroga, a fine percorso, sul valore di questa innovazione portata nell’espressione artistica.  Una rottura irreparabile con l’arte classica davvero irraggiungibile, come dimostra il “Donatello”  evocato quale vetta di un contrasto  tra  l’immediato gesto  del “produrre un’ opera d’arte” come “forte  impulso  della vita e del sentire”  più che  come “specchio di ricerca della bellezza  nella perfezione tecnica”  in cui si sono misurate  la genialità e la grandezza della creatività umana.

E’ lecito, al visitatore, porsi,  alla fine dell’itinerario espositivo, questa domanda?   La ricca e complessa mostra della Fondazione Gianadda guarda  con vivace  interesse alle novità del  “fauvismo”  inducendo  anche il visitatore alla ricerca di ulteriori approfondimenti.

MARIATERESA  MOLINERIS

“GUTTUSO DE PISIS FONTANA. L’ESPRESSIONISMO ITALIANO“

SPAZIO ESPOSITIVO  L’ARCA.  VERCELLI.  11-9-2025 / 11- 1- 2026

CATALOGO  ARTHEMISIA

Anche la Città  di Vercelli ha proposto per l’ultima stagione espositiva  dell’anno in corso 2025 un’occasione di conoscenza artistica, storica e culturale di particolare rilievo.

Apprezzata  dai molti visitatori, la mostra “ GUTTUSO- DE PISIS – FONTANA L’ Espressionismo italiano” ha inteso fare luce su un particolare momento di storia dell’arte: italiana del  XX secolo:  gli anni  dal  1920 al 1945,  analizzati attraverso le opere della Collezione Giuseppe Iannaccone.

Una cinquantina di capolavori  che portano al visitatore i grandi nomi degli artisti di quel periodo, affiancati da opere di altri meno noti,  che hanno ispirato la loro  produzione pittorica ai nuovi  criteri che si imponevano a un gusto rinnovato e diverso, generando la  corrente denominata appunto Espressionismo italiano.

L’immagine scelta per il frontespizio del catalogo è “Ritratto di Mimise”, 1938, di  Renato Guttuso, forse una delle più emblematiche fra i “ritratti” della Collezione. Dipinto in cui sono felicemente riassunte le indicazioni del nuovo linguaggio d’arte: la ricerca dell’aspetto psicologico la postura del corpo, e in particolare il colore.

“Sentimento, dolore, vita” come si annuncia  nella presentazione di Elena Pontiggia che  staccandosi  “ sia dalle deformazioni dell’espressionismo tedesco della Brucke  e  della Nuova Oggettività, come dai colori stravolti  dei Fauves francesi”  parla , per gli artisti italiani, di “primitivismo inteso come superamento delle regole accademiche di anatomia e di prospettiva, in nome di una  spontaneità espressiva”.

MARIA TERESA  MOLINERIS

“GUTTUSO DE PISIS FONTANA.  L’ESPRESSIONISMO ITALIANO“
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“GUTTUSO DE PISIS FONTANA. L’ESPRESSIONISMO ITALIANO“

“ L’ITALIA  DEI  PRIMI  ITALIANI.  RITRATTO  DI  UNA  NAZIONE  APPENA  NATA”
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“ L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI. RITRATTO DI UNA NAZIONE APPENA NATA”

“CARTA. LA FORZA  ESPRESSIVA  DELLA  PAPER  ART”.
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“CARTA. LA FORZA ESPRESSIVA DELLA PAPER ART”.

“EROI: EVOLUZIONE DI  UN MITO.  DAL GIAPPONE ANTICO AL CONTEMPORANEO” – A CURA DI PAOLO LINETTI.  FORTE DI BARD (AOSTA)
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“EROI: EVOLUZIONE DI  UN MITO.  DAL GIAPPONE ANTICO AL CONTEMPORANEO” – A CURA DI PAOLO LINETTI.  FORTE DI BARD (AOSTA)

“LEONARD  GIANADDA. SUR LES TRACES  DE TINTINF  FONDAZIONE PIERRE GIANADDA. MARTIGNY
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“LEONARD  GIANADDA. SUR LES TRACES  DE TINTINF  FONDAZIONE PIERRE GIANADDA. MARTIGNY

DA  REMBRANDT  A  VAN  GOGH  –  COLLEZIONE ARMAND  HAMMER,  LOS ANGELES.  FONDAZIONE PIERRE  GIANADDA. MARTIGNY
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DA REMBRANDT A VAN GOGH – COLLEZIONE ARMAND HAMMER, LOS ANGELES. FONDAZIONE PIERRE GIANADDA. MARTIGNY

LOTTO  ZERO, RISONANZE, DEPOSITO VIVENTE.  IL       RINNOVAMENTO  DELLA  GAM  GALLERIA D’ARTE MODERNA E  CONTEMPORANEA  DI  TORINO
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LOTTO ZERO, RISONANZE, DEPOSITO VIVENTE. IL RINNOVAMENTO DELLA GAM GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TORINO

“ PAESAGGI ”.  REALTA’  IMPRESSIONE  SIMBOLO
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“ PAESAGGI ”. REALTA’ IMPRESSIONE SIMBOLO

BERTHE  MORISOT.  PITTRICE IMPRESSIONISTA
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BERTHE  MORISOT.  PITTRICE IMPRESSIONISTA

CEZANNE  –  RENOIR.   REGARD CROISES
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GUERCINO.  IL MESTIERE DEL PITTORE
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BOLDINI   DE NITTIS   ET  LES   ITALIENS   DE  PARIS
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BOLDINI DE NITTIS ET LES ITALIENS DE PARIS

HUMANITY  –  JIMMY  NELSON. MILANO
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EL GRECO – MILANO – PALAZZO REALE
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LES ANNEES FAUVES – FONDAZIONE PIERRE GIANADDA – MARTIGNY
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IL   DECO  IN  ITALIA  –  ELEGANZA  DELLA  MODERNITA’
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“SERICHE  ARMATURE”
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HENRI CARTIER- BRESSON  E LA FONDAZIONE  PIERRE GIANADDA
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“ MILANO . DA  ROMANTICA   A  SCAPIGLIATA”
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KLIMT. L’UOMO L’ARTISTA IL SUO MONDO
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KLIMT. L’UOMO L’ARTISTA IL SUO MONDO

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Maria Teresa Molineris
Insegnante di scuola superiore. Laurea in Filosofia. Laurea in Lettere con tesi in Estetica. Giornalista pubblicista. Appassionata d’arte e critico. Ha collaborato e collabora con testate nazionali e locali. Ha curato per il bisettimanale “il Biellese” le rubriche “Specchio”, “Parole, parole, parole” e dal 1990 la rubrica d’arte “Grandi mostre” alla quale è stata abbinata dal 1993 la rubrica “Artenotizie”. Con il fotografo Gianfranco Bini ha scritto “Il cuore del monte”, un volume sul Santuario di Oropa, edito da “Lassù gli ultimi”.