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Primo
Toso vive e lavora ad Occhieppo Inferiore. E' figlio d'arte, in quanto
suo padre era Giuseppe Toso, lo scultore. Egli a sua volta ha un figlio
che bene promette nel campo della lavorazione della terracotta, in cui
eccelle il padre. La creta viene modellata dalle sue mani con estrema
facilità, vista l'esperienza ventennale di impasto e lavorazione al tornio
di oggetti anche d'uso quotidiano: ciotole, tazze, bicchieri, bottiglie,
brocche, piatti da portata, anfore, vasi, barattoli che, sempre diversi,
vengono creati con la cura dell'artigiano che necessita di soddisfare
innanzitutto il proprio senso estetico, oltre che le esigenze di funzional ità.
Ma la sua produzione non si ferma alle forme della tradizione: Primo Toso
ne inventa altre, con fantasia e curiosità. Si hanno così gli ultimi vasi,
quelli che egli chiama 'modificati', che costituiscono veri e propri complementi
d'arredo di stile modernissimo: una faccia piatta interrompe la loro 'pancia'
per fornire una superficie liscia su cui compaiono, a rilievo, oggetti
geometrici colorati. Oppure si aprono con un foro che li trapassa da parte
a parte, foderato come un tunnel: a che servirà? Sicuramente ad eccitare
la fantasia con la sua forma strana. Fiocchi, nastri e corrosione di bordi
rinnovano vecchie forme. Nessuno di tali oggetti è fatto in serie: costituisce
pezzo unico. Anche questo conferisce preziosità all'opera. Lo stesso vale
per contenitori modernissimi dalle varie fogge eseguiti con le più diverse
tecniche. Argille ferrose ricche di impurità metalliche rendono diverse
le tonalità delle terre giallastre e rossicce nel vasellame non invetriato
o policromo. Le superfici cambiano la grana, non solo il colore. Alcuni
fingono le incrostazioni marine, altri paiono sbeccati, corrosi dal tempo
e dall'uso. Patine diverse e colori speciali possono rendere gli effetti
metallici che sono propri dei raku, la complicata tecnica giapponese in
cui Primo Toso è veramente maestro. I pezzi realizzati in questo modo
sono però irraggiungibili per durezza, craquelé ed iridescenza.
Si creano piacevoli riflessi cangianti. L'effetto decorativo è assicurato,
così come l'emozione di chi assiste alla nascita dei pezzo, sempre diverso.
La sperimentazione anima costantemente Primo Toso a variare tecniche e
modi: ha indagato sulla decorazione nella Storia dell'Arte con incursione
in alcune epoche, anche antiche; oggi si dedica anche all'altorilievo
(alto anche parecchi centimetri) ed al pannello a piastrelle. La sua prima
mostra, all'Art-Café è dei 1999.
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