Lorenzo
Romano Amedeo Carlo Avogadro, nacque a Torino nel 1776. Figlio di Filippo,
conte di Quaregna e Cerreto, alto magistrato di antica nobiltà senatore del
regno di Sardegna, e di Anna Vercellone di Biella. Il cognome della famiglia
derivava da un’antica usanza secondo la quale gli avvocati che avevano recato
utili servizi alle chiese erano autorizzati a rendere ereditaria la professione
di avvocatura. Con il passare del tempo capitava che il nome di alcuni casati
andasse perduto e che esso fosse sostituito con un semplice
de Advocatis, da cui Advocarii,
Avogarii, Avogadri.
Nel
1803, assieme a suo fratello Felice, presenta due lavori scientifici che già
dimostravano un notevole grado di preparazione e di competenza e gli valsero
nel 1804 effettivi riconoscimenti.
Nel 1811 pubblicò "Essai
d'une manière de determiner les masses relatives des molecules elementaires
des corps, et les proportions selon lesquelles elles entrent dans ces combinations",
in cui introduce una chiara distinzione tra il concetto di atomo e di molecola.
Nel 1814 esprime il cosidetto "principio di Avogadro": “Volumi eguali
di sostanze gassose, a eguale temperatura e pressione, rappresentano lo stesso
numero di molecole, in modo che le densità dei diversi gas sono la misura delle
masse delle loro molecole e i rapporti dei volumi nelle combinazioni fra gas
altro non sono che i rapporti fra i numeri di molecole che si combinano per
formare molecole composte”.
Nel 1820 ottenne la prima cattedra di fisica sublime all'università di Torino, che mantenne fino al 1821 quando, a causa dei moti rivoluzionari, furono soppresse molte cattedre universitarie senza nessun riguardo per i meriti scientifici dei relativi docenti. Nel 1832 vennero ripristinate le cattedre universitarie e Avogadro riacquistò il suo posto che tenne fino al 1850.
Amedeo
Avogadro fu anche presidente della Commissione pesi e misure, nella cui veste
ebbe il merito di introdurre il sistema metrico decimale in Piemonte.
L’opera scientifica di Avogadro dette un contributo notevole anche agli studi di elettrochimica e a problemi di fisica. Il suo ponderoso trattato in quattro volumi “Fisica de’ corpi ponderabili”, o ”Trattato della costituzione generale de’ corpi” pubblicato tra il 1837 e il 1841, è stato definito il primo testo di fisica tecnica. I volumi sono di facile lettura, scritti in modo lineare, chiaro e nello stesso tempo rigoroso.
Sembra
che il nostro Avogadro sia stao un uomo di tempra eccezionale, dalla ferrea
volontà e dalla straordinaria capacità di dedizione al lavoro. La sua cultura
scientifica era corroborata da un’ampia conoscenza delle lettere, della filosofia
e dei trattati giuridici. Egli divideva il suo tempo tra studio, insegnamento
e famiglia e il suo tenore di vita, nonostante gli agi e i successi, fu sempre
morigerato, privo di enfasi o altezzosità.
Amedeo Avogadro morì a Torino il 9 luglio 1856.
(le foto sopra raffigurano la tomba di famiglia nel cimitero di Quaregna, la lapide e la casa in Via Avogadro 26/A a Biella, che ricordano i suoi soggiorni al Piazzo)
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Targa
e busto di di Avogadro esposti all'istituto ITIS di Biella
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A
Vercelli, nei giardini di largo N.Marinone, c'è la sua statua, con la dedica:
"TRA GLI ANNI 1809 E 1819
MENTRE INSEGNAVA FISICA
NEL REALE COLLEGIO
DI VERCELLI
AMEDEO AVOGADRO
DI QUAREGNA
ELABORÒ LA LEGGE
CHE PORTA IL SUO NOME
FONDAMENTO MIRABILE
PER LE SCIENZE
FISICHE E CHIMICHE
E MESSAGGIO VITALE
AI LORO SVILUPPI
A LUI
VERCELLI
NEL CENTENARIO
DELLA SUA MORTE
1856 - 1956

L'8 settembre 1956, in occasione del centenario della morte di Amedeo Avogadro, è stato emesso un francobollo del valore di 25 Lire. Il francobollo riporta il testo della legge da lui formulata: "Volumi eguali di gas nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione contengono lo stesso numero di molecole", e il suo autografo.
personaggi storici biellesi, di
Stefania Nardi