Mansuetudine

Il cavallo sa – come deve andar…
Noi no – Non sempre.
Riusciamo malamente a sfiorare
una guancia all’angelo di Rainer
o di uno dei suoi sparuti amanti
e più in là non vediamo.
Scorgiamo solo
il trasalire del compito della vita
che migra in giardini
saputi solo da qualcuno.
Etereo oppure ebbro di mancanze
è il nostro camminar perenne.
Ci è arduo il voltar pagine.
Ci è impossibile leggere parole
vergate sulle spiagge del divenire.
Intanto l’onere segaligno
dei nostri turbamenti
inclina in disastri elucubrati
e non sa macinare che la crusca
della nostra solitudine imparziale.
Siamo – Veniamo – Andiamo.
Siamo fatti a nostra insaputa.
Veniamo a partorir bisogni.
Andiamo – fortunosamente –
su misericordiosi scogli –
dove l’anima s’infrange e ricompone –
si frange e si ritrova – poi –
ad affondare nuovamente
in un gorgo di voci e canti
che in noi si schiantano solenni.
Risale quindi al sole –
in riconquistata mansuetudine.

 

Walter Tresoldi Strona, walter@consulware.it