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Santuario di Graglia


L'origine del Santuario di Graglia risale al 1616, quando il parroco del paese, don Nicolao Velotti, ad imitazione di quanto fatto un secolo prima sul Sacro Monte di Varallo, pensò di trasformare il colle di S. Carlo in un Sacro Monte. Il grandioso progetto consisteva nel costruire, partendo dalla chiesa di Campra, ben cento cappelle, ognuna delle quali contenente statue a grandezza naturale rappresentanti scene della vita di Gesù Cristo. I lavori ebbero inizio nel 1616 ma, morto don Velotti, nonostante il generoso concorso della popolazione di Graglia ed il valido appoggio della casa di Savoia, procedettero a rilento. Nel 1624 si iniziò la chiesa di Campra e solo nel 1655, su idea del parroco Agostino Del Pozzo, venne deciso di elevare sul colle della Divina Bontà, su cui già sorgeva una cappella dedicata alla Madonna di Loreto, l'attuale Santuario. La benedizione della prima pietra ebbe luogo il 20 settembre 1659 ma il progetto subì lunghissime soste. Riprese nel 1760 e nel giro di pochi anni la struttura acquistò quello che è il suo aspetto attuale, con pianta a croce greca di 42 m. per 32 m. culminante nella cupola ottagonale alta 38 m. da terra, decorata con effetti prospettici da Fabrizio Galliari. Al tempo della Rivoluzione Francese, il Santuario di Graglia venne considerato opera di pubblica utilità che lo convertì in un collegio convitto. Nel 1814, con il rientro a Torino del Re Vittorio Emanuele I, il Santuario riacquistò la sua originaria natura di luogo di devozione. Nell’anno 1828 si effettuò lo spostamento della Cappella Lauretana nel luogo ove ora è situata e venne edificato lo splendido altare intagliato in marmo. L' organo è uno dei migliori esistenti in piemonte, fu realizzato da Carlo Bossi di Bergamo nel 1839. Dell'antico progetto sono state riportate all'originale valore, dopo accurati restauri, le 4 cappelle che narrano episodi della vita di cristo con statue a grandezza naturale in cotto policromo. Nella biblioteca sono conservati oltre 1500 testi antichi. Tra le opere un'edizione pressoché completa dell'opera di San Tommaso e un testo del XVI sec. che descrive con splendide cartine, la Terrasanta, secondo le cognizioni dell'epoca. La visita può essere effettuata dietro richiesta.

L'eco endecasillabo. Lungo il sentiero che dal Santuario di Graglia conduce al colle di S. Carlo, ha luogo il fenomeno acustico dell’eco endecasillabo. Già conosciuto dagli studiosi del Settecento, consiste nella perfetta riproduzione vocale della parola gridata in direzione del Santuario. E’ detto endecasillabo in quanto, in ideali condizioni climatiche, può riprodurre una parola di undici sillabe quale ad esempio: precipitevolissimevolmente. Si tratta di una eco rara e affascinante, esiste al mondo solo un altro caso (nel Grand Canyon del Colorado, USA) in cui sia possibile avere un ritorno acustico simile.


Da vedere:
- la cupola ottagonale della Basilica, decorata nel 1870 da Fabrizio Galliari;
- il quadro del pittore Mauro Picinardi di Bergamo, eseguito nel 1785, posto sopra l’altare maggiore e raffigurante il "Transito di S.Giuseppe";
- l'altare maggiore, ideato dal gragliese Perratone ed intagliato in marmo dal maestro Catella di Lugano;
- il quadro ex-voto alla Vergine Lauretana, realizzato nel 1717 dagli abitanti di Graglia, all’ingresso della Cappella della Madonna;
- la Cappella degli Esercizi o della Buona Accoglienza, ricca di affreschi prospettici del XVIII secolo;
- le quattro cappelle del Sacro Monte annesse al santuario, edificate tra il 1664 e il 1684;
- nel cortiletto, all'esterno della Basilica, le due meridiane artistiche e il "burnel" (fontana) in pietra;
- la Biblioteca del Santuario, ricca di volumi antichi di secoli e perfettamente conservati;
- la chiesa di San Carlo, che doveva essere il culmine del progettato Sacro Monte.

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25 aprile 2012
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