Carlo Felice Trossi (Biella, 1908 – Milano, 1949) fu uno degli uomini più eclettici e affascinanti della scena motoristica italiana del Novecento. Conte di Pian Villar per meriti sportivi dal 1934. Proveniente da una famiglia di imprenditori tessili biellesi. Morì prematuramente a 41 anni per malattia. Carlo Felice Trossi viene ricordato come un "eroe incompiuto", capace di incarnare il gusto per l'avventura, il lusso e l'ingegno tipici di un'epoca di grandi trasformazioni. è ricordato come per il talento e lo spirito visionario che ne fanno vivere la leggenda, restituendo il ritratto di un uomo che ha saputo lasciare un segno indelebile nella storia sportiva italiana.
Carriera sportiva
Elegante, determinato e visionario, Trossi si impose nei circuiti automobilistici, nautici e aeronautici come protagonista assoluto. Pilota-gentiluomo per definizione, divenne un mito nel mondo delle grandi corse europee. Nel corso della carriera corse per Mercedes-Benz, Alfa Romeo e Maserati, conquistando importanti successi davanti ad assi come Achille Varzi e Nino Farina. Nel 1933, con la Scuderia Ferrari, collezionò cinque vittorie consecutive; nel 1934 trionfò nel Gran Premio di Vichy e nel Circuito di Biella.
Trossi fu inoltre tra i primi e più convinti sostenitori di Enzo Ferrari, divenendo uno dei fondatori e, nel 1932, presidente della Scuderia Ferrari. Lo stesso Ferrari ricorderà la sua capacità di "fare cose che altri avrebbero giudicato impossibili".
Appassionato di meccanica, nel 1936 lasciò Ferrari per lavorare con il progettista Augusto Monaco a una vettura con motore radiale, allestendo un’officina nel suo castello a Gaglianico, ma il progetto non ebbe i risultati sperati. Trossi tornò a correre, anche in America (Coppa Vanderbilt), guidando Maserati e Alfa Romeo, sfidando le potenti vetture tedesche. Vinse il GP dell’Eifel, della Piccardia e circuiti come Milano, Modena, Genova e Napoli. Era considerato un pilota estroso e discontinuo, correva per passione e smetteva quando la gara non lo divertiva più.
Celebre il suo gesto al Gran Premio di Tripoli del 1938: sfidò le dominanti vetture tedesche con una guida audace, superandole a oltre 219 km/h e mantenendo la testa per alcuni giri prima che il motore cedesse. Questo episodio esemplificava il Trossi audace e consapevole delle proprie capacità, alla ricerca della velocità e del rischio. Nel dopoguerra, Trossi confermò il suo valore vincendo il GP d’Italia del 1947 a Milano e quello di Svizzera nel 1948 a Berna, poco dopo la morte di Varzi.
Articolo in ricordo di Carlo Felice Trossi, apparso sulla Gazzetta del Popolo il 10 maggio 1949
Gran Premio d'Italia 1947
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Trossi vinse questo prestigioso Gran Premio disputatosi a Milano al circuito della Fiera Campionaria. Fu una delle sue vittorie più significative nel dopoguerra, su Alfa Romeo 158, dimostrando grande maestria e confermando il ruolo di protagonista nelle corse automobilistiche italiane.
Gran Premio di Svizzera 1948
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Il 4 luglio 1948 vinse sul temuto Circuito di Bremgarten, sempre su Alfa Romeo 158. Questa gara fu particolarmente impegnativa e pericolosa, tanto che durante lo stesso evento si verificarono tragici incidenti mortali. La vittoria di Trossi confermò il suo grande talento e la capacità di gestire condizioni difficili in pista.
Autovettura Monaco-Trossi (1935)
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Un'auto da corsa di derivazione aeronautica. Progettata assieme all'ingegnere Augusto Monaco, la Monaco-Trossi fu un'auto da corsa rivoluzionaria con motore radiale anteriore a 16 cilindri (2,9 litri, circa 250CV), una soluzione mutuata dall'aeronautica, mai vista prima su strada. Il progetto affrontava grandi sfide tecnologiche sul bilanciamento e il raffreddamento, ed è tuttora considerato un esempio straordinario di design sperimentale applicato alle auto da corsa.

Piaggio MP5 "Paperino" (1944)
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Durante la Seconda Guerra Mondiale, Trossi collaborò con Piaggio per lo sviluppo del prototipo MP5, soprannominato "Paperino". Questo scooter, collaudato a Biella, fu il precursore della Vespa. Il progetto prevedeva molte novità: scocca autoportante in lamiera stampata, ampia protezione frontale, motore Sachs M32 da 98cc con cambio automatico e alcune soluzioni ispirate a veicoli aeronautici e alla "Volugrafo", una moto paracadutabile.




















