Uno dei più influenti personaggi del design automobilistico mondiale



Aldo Brovarone
Aldo Brovarone nasce a Vigliano Biellese il 24 Giugno del 1926.


In famiglia pensano ad un suo futuro come contabile ma, per diverse ragioni, non sarà così: lo studio e la matematica in particolare non sono il suo forte.Le sue vere passioni sono il disegno e gli aerei o tutto quello che ha forme avviate ed aerodinamiche. La guerra, con le sue tragedie, lo vede deportato in Polonia da cui riesce però a tornare a casa.
Il dopoguerra è duro e Aldo decide di trasferirsi in Argentina, a Buenos Aires, invitato da parenti che da molti anni vi risiedevano. Il primo impiego è in una ditta di frigoriferi ma, per pura passione, continua a disegnare forme di vetture.

I suoi disegni vengono notati dall’industriale piemontese Piero Dusio, titolare in Italia della famosissima Cisitalia e che, dopo il fallimento a causa delle spese astronomiche affrontate per il progetto della Cisitalia Porsche 360 da Gran Premio, aveva fondato in Argentina la Auto Ar su invito del Presidente Peron.
Per questa ditta Aldo realizza il bozzetto pubblicitario del il primo modello, il P.W.O. (Porsche-Willys-Overland) Rural, che sarà prodotto sulla base meccanica della Jeep Willis fornita dagli Usa.

PWO Rural
Auto Ar PWO Rural


Probabilmente è questo il primo e forse unico caso in cui è nato prima il depliant pubblicitario della vettura stessa.
In questo periodo viene in contatto con personaggi famosi dell’automobilismo argentino dell’epoca, non ultimo il grande Juan Manuel Fangio.
Per motivi di approvvigionamento di materiali l’avventura di Dusio in Argentina non ha vita lunga e la Auto Ar deve chiudere i battenti.

Aldo rientra in Italia dove la Cisitalia, gestita ora da Carlo, figlio di Piero,continua la sua produzione a Racconigi.
Qui disegna le forme per le DF (Derivata Fiat) 33 coupè e la spyder note con il nome di “Volo Radente” ma la ditta non riesce a bissare i successi della molto più sofisticata ma anche decisamente costosa 202.


Cisitalia  33 DF Coupè
Cisitalia 33 DF Coupè


Cisitalia cessa la produzione ma non prima che Aldo possa mettere su carta le forme di uno spettacolare coupè da corsa.
Dusio presenta Aldo e il suo disegno a Battista Pinin Farina che ne è entusiasta e lo assume immediatamente: nasce così nel 1953 la Maserati A6G-CS/53, costruita in soli 4 esemplari e, ancor oggi, presentata nei più esclusivi concorsi di eleganza del mondo.

Maserati A6 GCS/53
Maserati A6 GCS/53


L’ambiente gli piace e ha modo di presentare, negli anni, molti modelli che hanno contribuito alla storia della stile e che lo porteranno ad essere considerato dalla stampa specializzata come “uno dei 10 più influenti designer degli ultimi 50 anni, il più classico”.

Di seguito vengono presentate le sue creazioni più note e non vengono invece prese in considerazione le tantissime produzioni frutto di collaborazioni con i suoi colleghi di lavoro con cui aveva un rapporto di estrema cordialità e stima.
E’ del 1954 la Ferrari 375 in esemplare unico per Gianni Agnelli con il caratteristico vetro posteriore discendente. Su specifica richiesta dell’avvocato, la vettura doveva essere una Ferrari ma senza assomigliare a nessuna Ferrari dell’epoca.

Ferrari 375 Agnelli
Bozzetto per Ferrari 375 “Agnelli”


Nella seconda metà degli anni 50, definisce le linee dei vari modelli di Alfa Romeo Super Flow che porteranno alla definizione della forma della “Duetto”, anche nota come “Osso di Seppia”, immortalata nel film “Il Laureato” con Dustin Hoffmann.

Alfa Romeo
Alfa Romeo 6C “Super Flow III”




Alfa Romeo Duetto
Ala Romeo Giulia Spider “Duetto”


Nel 1960 propone una delle forme che più gli appartengono, con molti richiami alle vetture da corsa e alle forme aerodinamiche che tanto amava almeno secondo i canoni ancora empirici dell’epoca : la Ferrari Super Fast II

Ferrari Superfast
Studio per Ferrari “Superfast II”


Sarà questo lo spunto per la realizzazione delle varie versioni delle Ferrari Superamerica, pensate espressamente per il ricco mercato americano.

Ferrari Superamerica
Ferrari 400 “Superamerica”


In occasione del salone di Parigi del 1965 viene presentata la vettura a cui è più legato e che lo renderà famoso in tutto il mondo, la Dino 206 Berlinetta da cui deriveranno poi le versioni 206/246 Gt e GTs.

Ferrari Dino 206
Ferrari Dino 206 P “Berlinetta”


In un articolo del 2004, la rivista internazionale “Architectural digest” ha scelto la Dino come “un semplice e stupendo contrasto tra eleganza e potenza” in una ipotetica collezione di oggetti più rappresentativi nei rispettivi campi.

Ferrari Dino 246
Ferrari Dino 246 GT/S






Dalla Ferrari Dino, nel 1966, deriva la 365 P Berlinetta speciale, anche questa realizzata per l’Avvocato Agnelli e recentemente presentata da Simon Kidston, dopo un profondo restauro, al Mauto di Torino.

Ferrari 365
Ferrari 365 P “Agnelli”


Con il motore derivato dalla 365 P2 prototipo, in posizione centrale, tre posti e il guidatore al centro anticipa di 23 anni la McLaren F1.

Nel 1966 veste in esemplare unico come “vettura per salone” uno dei dodici telai realizzati dall’Autodelta per la realizzazione delle TZ2 da gara.

Alfa Romeo Giulia Coupè
Alfa Romeo “Giulia Coupè Speciale”


Nel 1967 viene presentata al Salone di Parigi la Ferrari 365 gt 2+2 ,vettura estremamente lussuosa, sarà definita dalla rivista inglese “Road And Track” la “Regina Madre delle Ferrari”.

Ferrari 365 gt 2+2
Ferrari 365 gt 2+2 (*)


Nel 1968 esce la sua prima vettura a larga diffusione, la Peugeot 504, che sarà eletta vettura dell’anno nel 1969. Per la forma dei fanali anteriori, un alto dirigente della casa francese la definì “la Lollobrigida” riferendosi agli splendidi occhi della nota attrice dell’epoca.

Un prototipo disegnato con il chiaro intento di rendere esteticamente accettabile un robusto ma sicuro roll bar per le vetture scoperte è la Alfa Romeo Eagle del 1975, attualmente esposta al museo Alfa Romeo di Arese.

Alfa Romeo Eagle
Alfa Romeo “Eagle”


Al salone di Ginevra del 1976 viene presentata una delle vetture a lui più care, la Lancia Gamma Coupè, definita dalla stampa specializzata “un perfetto esempio di eleganza del tratto di Aldo Brovarone e dell’eleganza del marchio Pininfarina.”

Lancia Gamma Coupè
Lancia Gamma Coupè 2000


A partire da questa deriveranno i modelli: T-Roof spyder (1978 ) dove “T” sta per Targa, Scala a quattro porte (1980) e la raffinatissima giardinetta a due porte “Olgiata” (1982).

E del 1983 la presentazione di un’altra sua creazione destinata ad avere un notevole successo commerciale: l'Alfa Romeo 33 SW.
Un ultimo “tocco” per l’adattamento della Ferrari Testa Rossa a cabriolet che l’Avvocato volle regalarsi per i suoi 65 anni e Aldo si ritira dal lavoro attivo nel 1987, ma non prima di presentare il suo ultimo capolavoro per Pininfarina: l’iconica Ferrari F40.

Ferrari F40
Ferrari F40


Vettura che ancora oggi, a quasi 40 anni dalla sua nascita, resta nel cuore di tantissimi appassionati di vetture estreme.

Ma la sua vena inventiva non si è limitata alle sole autovetture. Suo è lo studio di forma per l’imbarcazione con cui Cesare Fiorio avrebbe conseguito il Blue Ribbon, per l’attraversata dell’Oceano Atlantico nel minor tempo assoluto, nel 1992. Nell’immagine, una delle sue proposte sempre via Pininfarina (*)

Ferrari F40

Seppur pensionato, non depone certamente la sua matita, sia per proporre nuove forme di vetture che per realizzare le sue tempere acquarellate di argomento automobilistico e aereonautico.

Nel 1996 disegna per l’amico Alfredo Stola, la Dedica, una “barchetta” ad elevate prestazioni che riprende i motivi della auto da corsa Sport degli anni ’50 ma aggiornati a nostri tempi.

Stola Dedica
Stola “Dedica”


La vettura è stata presentata al Concorso di Eleganza di Villa d’Este dove, negli anni, molte delle sue vetture più prestigiose hanno sfilato e vinto ambiti riconoscimenti.

Nel 1998 è la volta della Monotipo, presentata al salone di Torino, sempre per Stola.
Realizzata per presentare la possibilità di uso di materiali estremamente innovativi, farà bella mostra di sé in occasione di molti eventi internazionali.

Stola Monotipo
Studio per Stola “Monotipo”


Nel 2000, su richiesta del committente, nasce la Stola S82 con chiari riferimenti alla Porsche 550, che la casa di Stoccarda usava con successo nelle gare a metà degli anni ’50.

Stola S82
Stola S82 (*)


Nel 2003, in occasione del salone di Ginevra, debutta la Stola GTS su base Porsche Boxter biturbo da 480 cv.

Stola GTS
Stola GTS


Nel 2005, viene presentata alla stampa presso il salone dell’Automobile di Torino la RK spyder.
Ideata secondo le specifiche di Alfredo Stola, che aveva dato vita allo “Studio Torino”, e di Alois Ruf, patron dell’omonima azienda tedesca specializzata in allestimenti personalizzati di vetture del marchio Porsche di elevatissime prestazioni.

Nel 2006, presso il palazzo della Triennale di Milano, questa vettura sarà premiata come “l’automobile più bella del mondo” nella categoria “serie speciali”.

Stola RK Spyder
Stola Studiotorino RK Spyder (*)


A questa farà seguito la RK coupè con forme che ricordano, specialmente nella parte posteriore, la “sua” Dino Berlinetta disegnata più di 40 anni prima.

Varcata la soglia degli 80 anni non smette certamente di disegnare ma ora per suo puro piacere personale. Qui, una sua tempera acquerellata in cui è presentata una Lancia Lambda 8 serie sul campo di volo del Conte Trossi a Gaglianico.

Nel 2016, presso il Mauto di Torino, dove è presente una vetrina a lui espressamente dedicata, gli viene assegnato il premio “Artista dell’Auto”.

Ci lascia il 12 Ottobre 2020.
Di “zio Aldo” mi resteranno la sua modestia e la sua semplicità.

Cesare Brovarone


18 agosto 2025
Testo di Cesare Brovarone; immagini da suo archivio privato, ad eccezione di quelle segnate con asterisco (*), tratte dal libro: Aldo Brovarone, stile e raffinatezza, di Giuliano Silli. Per tutte la pubblicazione è riservata.

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