Dal 20 marzo al 28 giugno 2026 - Biella, Palazzone, via dei Seminari 3
Una mostra che attraversa quarant’anni di arte italiana e internazionale, dagli anni Trenta alle soglie del Duemila. Oltre cinquanta opere raccontano come il Novecento abbia trasformato il modo di vedere, costruire e vivere l’immagine.
La visita si apre con l’arte astratta degli anni Trenta, un periodo in cui la geometria, il colore e le prime ricerche percettive diventano protagonisti. Le opere di Soldati, Licini e Magnelli raccontano bene questo clima di sperimentazione, fatto di equilibri sottili e costruzioni visive essenziali.
Negli anni Cinquanta il linguaggio cambia: l’energia del gesto e la libertà del segno prendono il posto della forma tradizionale. Burri, Kline, Tobey e Turcato mostrano un’arte che si fa materia, ritmo, impulso, aprendo nuove strade espressive.
Gli anni Sessanta sono segnati da una ricerca cromatica intensa e dal desiderio di superare i confini del quadro. Fontana, Albers, Manzoni e Bonalumi sperimentano tagli, superfici e flessioni che trasformano lo spazio in un elemento dell’opera.
Il percorso si chiude con artisti che hanno rivoluzionato il rapporto tra arte, materiali e quotidianità. Gilardi, Merz, Pistoletto, Paolini e Christo portano in primo piano elementi comuni, invitando a vivere l’arte come esperienza condivisa.
"Collezionare è divertente perché è libertà di sbagliare, di innamorarsi di un quadro e dopo anni di convivenza accorgersi che non ti dice più nulla".
Franco Riccardi