Sabato 30 maggio 2026 - Biella
Il Revival Rally della Lana ha registrato 275 iscrizioni, con equipaggi provenienti anche dall'estero. Un modo per rivivere il fascino dei rally di una volta attraverso un percorso "Classic Experience" anche in notturna. La manifestazione è iniziata sabato pomeriggio, in piazza Vittorio Veneto, con esposizioni, incontri e iniziative dedicate alla storia del Rally della Lana. Tra gli ospiti anche Federico Ormezzano, presente sia come ospite sia al volante della Kadett con cui corse nel 1976, portando il numero uno sulla fiancata. Tra le iniziative, una bella esposizione di Lancia Stratos.
La Stratos nasce da un prototipo firmato Bertone. Presentata nel 1973, fu la prima vettura progettata espressamente per i rally, senza compromessi. Il suo palmarès parla di: tre titoli mondiali consecutivi nel Campionato del Mondo Costruttori (1974, 1975, 1976), mentre nel 1977 Sandro Munari vinse il Campionato Piloti. "Solo" tre Mondiali Costruttori, perché la sua corsa venne interrotta da scelte di marketing del Gruppo Fiat, che decise di spingere modelli più commerciali come la Fiat 131 Abarth.
Sotto il cofano pulsava un cuore Ferrari: il V6 Dino, dedicato ad Alfredo 'Dino' Ferrari. Una vettura irripetibile, nata per vincere: aveva un passo cortissimo e visibilità posteriore quasi nulla. Furono costruiti ufficialmente 492 esemplari, tra il 1973 e il 1978. Oggi sono tra le auto più ricercate dai collezionisti, con valutazioni che superano il milione di euro. La Stratos non fu mai pensata per la vendita al pubblico, eppure oggi è una delle automobili più famose e desiderate della storia.
Nato negli anni Settanta, il Rally della Lana divenne in pochi anni uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama rallistico italiano. Le strade biellesi – tecniche, veloci, insidiose – offrirono fin da subito un terreno ideale, attirando piloti ufficiali, team di primo livello e un pubblico sempre più numeroso. Il periodo d'oro coincide con la seconda metà degli anni '70 e l'inizio degli '80, quando sulle prove speciali del Biellese sfrecciavano vetture leggendarie. In quegli anni il Rally della Lana era considerato una tappa "da mondiale", pur restando nel campionato italiano. Tra i protagonisti di quell'epoca spiccano nomi come Munari, Fassina, Ormezzano, Bettega, Biasion, Tognana, Cunico, Tabaton, Cerrato, Zanussi…
Negli anni d’oro il Rally della Lana non fu solo una gara: fu un simbolo del territorio, un evento capace di portare a Biella migliaia di persone e di trasformare per un weekend intero le montagne in un palcoscenico di luci e passione.
Claudio Maglioli è stato il principale punto di riferimento per le Stratos dopo il ritiro della squadra corse ufficiale. Il «Mago di Biella» collaborò fin dall'inizio allo sviluppo del progetto Lancia insieme a Gianpaolo Dallara, concentrandosi su telaio e sospensioni. Successivamente, quando la casa madre interruppe il programma sportivo, Maglioli prese in carico la preparazione delle iconiche Stratos Gruppo 4. Le vetture preparate da Maglioli hanno ottenuto più di 100 vittorie, inclusi 2 titoli europei , 2 italiani, 2 spagnoli e 2 greci. Essendo già dopo il periodo ufficiale, i titoli europei (Darniche) e italiani (Fassina, Vudafieri) furono conquistati battendo vetture più nuove e potenti. L'ultima grande vittoria la ottenne nel Rally di Monte Carlo del 1979 con Bernard Darniche. La Stratos continuò a correre con team privati fino al 1982, anno di scadenza dell'omologazione Gruppo 4.