Cultura

Documenti che ripercorrono le tappe fondamentali della Banda Cittadina di Biella, illustrando la sua evoluzione da piccola realtà locale a eccellenza musicale premiata. Attraverso estratti di cronaca dell'epoca, viene celebrata la figura centrale del Maestro Costantino Parmeggiani, la cui guida tecnica e dedizione hanno permesso al corpo bandistico di trionfare in prestigiosi concorsi nazionali. Le fonti descrivono dettagliatamente i programmi dei concerti, le assemblee sociali e il forte legame con la cittadinanza, evidenziato da numerose sottoscrizioni pubbliche e onorificenze. Particolare rilievo è dato ai festeggiamenti per il cinquantenario della fondazione, avvenuti nel 1937, che hanno coinvolto l'intera comunità biellese in un clima di grande fervore patriottico e artistico. Il materiale testimonia inoltre il passaggio di testimone a nuovi direttori come il Maestro Moscarola, sottolineando la resilienza del gruppo durante i conflitti mondiali. In sintesi, la raccolta offre uno spaccato prezioso della vita culturale e sociale piemontese tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.

La fondazione e le origini della Banda

Nel novembre 1886, in un modesto locale sotterraneo nel Rione Riva concesso gratuitamente da G.B. Serralunga, un gruppo di circa venti giovani si riunì con il maestro Costantino Parmeggiani per fondare la Società Filarmonica Biellese, divenuta poi Banda Cittadina. Nata in una povertà quasi francescana, la banda non disponeva di fondi finanziari; il suo unico patrimonio era l'amore per la musica, una ferrea tenacia e un grande spirito di sacrificio. Per sopravvivere, i soci si tassavano mensilmente con 5 lire.

La dedizione dei musicisti e i primi trionfi

I componenti della Banda Cittadina non erano affatto dei musicisti professionisti, bensì semplici operai e impiegati che sottraevano ore preziose al proprio sonno e al riposo quotidiano pur di dedicarsi alla loro passione per la musica. Sotto la guida di Costantino Parmeggiani, un artista squisito capace di compiere veri miracoli con mezzi iniziali limitatissimi, il gruppo raggiunse una straordinaria perfezione. Questo costante affiatamento portò a memorabili trionfi artistici, come il primo premio assoluto ottenuto al concorso di Vercelli nel 1912.

La ricerca di Giorgio Gulmini (.pdf, 39 pagine)

La trasferta a Roma

Dopo la scomparsa dello storico fondatore Costantino Parmeggiani nel 1927, la direzione artistica della Banda Cittadina passò al valente maestro Giovanni Moscarola. Sotto la sua guida appassionata, il complesso mantenne vivo lo spirito di profondo sacrificio dei suoi componenti, quasi tutti operai, artigiani e impiegati che conciliavano il duro lavoro quotidiano con la dedizione alla difficile arte dei suoni. Questa costante ricerca della perfezione artistica portò la banda a traguardi straordinari, culminando nel 1935 con la memorabile trasferta a Roma, dove il gruppo rappresentò con successo la provincia e fu persino diretto dal celebre compositore Pietro Mascagni nell'esecuzione dell'Inno al sole. Poco dopo, nel luglio del 1937, la città celebrò con grande orgoglio il cinquantenario della fondazione con un imponente raduno di undici corpi musicali, concerti affollati al Teatro Sociale, la sfilata per le vie cittadine e splendidi giochi pirotecnici allo stadio Alessandro La Marmora, a testimonianza dell'immenso affetto che univa Biella alla sua amata banda.


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Giorgio Gulmini, 10/08/2026