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L’ospizio-santuario di San Giovanni Battista d’Andorno, a partire dal Cinquecento, è sempre stato considerato un luogo simbolo e riferimento morale, oltre che religioso, dagli abitanti dell’intero territori valligiano che, fino al 1694, prima della separazione tra Alta e Bassa Valle, comprendeva un’unica comunità (chiamata appunto Adorno), suddivisa nei quattro cantoni Cacciorna (l’attuale Adorno Micca), Sagliano, Tavigliano e Valle (l’attuale Alta Valle Cervo).

La sua posizione defilata dal fondo valle e delle borgate che nel frattempo erano sorte nei pressi dei corsi d’acqua e dei siti meno impervi e più favoriti dalle condizioni climatiche per dare ospitalità ai primi abitanti, nonché la sua collocazione sul percorso del più antico e venerato santuario d’Oropa, hanno agevolato la sua costante evoluzione negli ultimi quattro secoli.

S
i è consolidato quell’impianto architettonico monumentale pregevole, compositivamente concluso e ben inserito nell’ambiente naturalistico circostante, che fa di San Giovanni Battista un sito riconoscibile e di elevata identità.

Conosciuto nei tempi passati anche con il nome di San Giovanni Battista della Balma (dalla spelonca, o grotta, entro la quale, ancor oggi, è conservata e venerata la statua lignea del Santo precursore).

Ha avuto uno sviluppo costante e progressivo nel tempo al quale hanno concorso tecnici di valore, benefattori sensibili, religiosi illuminati, pellegrini e viandanti provenienti da territori vicini e generazioni di valligiani, che all’Ospizio hanno devoluto prestazioni di lavoro volontario, offerte in denaro e partecipazione attiva alla gestione dell’Opera Pia Laicale, l’istituzione che ne è proprietaria e che lo amministra, i cui membri sono eletti dai cinque Comuni.

Soprattutto ha saputo, con amore filiale, trasmettere stimoli forti, adesione appassionata e senso di appartenenza a questa realtà, tutti fattori essenziali e fondanti per una costante crescita. I boschi puri di castagno e di faggio, le comode mulattiere acciottolate e gradoni con pendenza costante, i molti manufatti isolati realizzati in pietra locale con elevata perizia dai mastri da muro e dagli scalpellini della Valle costituiscono, con l’armonica e piacevole strada fatta costruire nell’Ottocento da Federico Rosazza Pistolet e collegante Rosazza con Oropa, una cornice di grande suggestione e di rilevanza ambientale.

brano tratto dal libro

OSPIZIO – SANTUARIO
DI SAN GIOVANNI BATTISTA D’ANDORNO

Testo: Gianni Valz Blin
Fotografie: Paola Rosetta
Edizione Lassù gli Ultimi – Champorcher

Libreria Ieri e Oggi Via Italia Biella


 


il complesso del santuario

 


palestra sottostante il piazzale

 

 

 


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materiale preparato da Giorgio Gulmini - ottobre 2004

Lo scopo di queste pagine è di mostrare attraverso i libri locali le caratteristiche storiche, turistiche, sociali ed economiche del Biellese.
Qualche fotografia e un po' di testo: non c'è pretesa di fare un lavoro perfetto, ma solo di dare qualche indicazione, creando un archivio che cresce e migliora nel tempo.

La rubrica IL BIELLESE NEI LIBRI è a disposizione di tutti gli editori/autori che vogliano fare conoscere
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