ARTISTI BIELLESI
Rialmosso (BI), 14 luglio 1889 - Rialmosso (BI), 24 novembre 1965

Luigi Boffa Tarlatta mostrò fin da giovane una naturale inclinazione per il disegno e la pittura. Studiò all’Accademia Albertina di Torino dal 1906 al 1912, distinguendosi per talento e costanza: per tre anni consecutivi vinse la borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione. Allievo di Cesare Ferro, Paolo Gaidano e Giacomo Grosso, assimilò un solido impianto tecnico e un gusto per il colore che rimarranno cifra costante della sua opera. Nel 1912 aprì il suo primo studio a Torino, e dal 1919 al 1925 insegnò prospettiva scenografica e teoretica all’Accademia Albertina.Parallelamente all’insegnamento, iniziò a esporre in mostre nazionali e internazionali.

La sua vita fu segnata anche dagli eventi storici: durante la Prima guerra mondiale combatté come sergente, distinguendosi a Monfalcone e ricevendo un encomio solenne; successivamente partecipò all’impresa di Fiume al fianco di Gabriele D’Annunzio. Nel 1944 il suo studio torinese fu distrutto da un bombardamento, con la perdita di circa 2.500 opere. Dopo la guerra si stabilì definitivamente a Rialmosso, dove aprì una scuola di pittura chiamata “Accademia”.

Mostre e riconoscimenti

Nel 1919 il ritratto "Mia madre" ottenne la medaglia d’oro alla Biennale di Milano; nel 1923 partecipò alla Quadriennale di Torino. Negli stessi anni fu protagonista delle esposizioni della Società “Per l’Arte” di Biella, presentando oltre sessanta opere tra oli, pastelli e disegni. Nel 1925 ottenne un clamoroso successo all’Esposizione di Lima (Perù), dove la tela "I lavoratori" vinse la medaglia d’oro ed entrò nell’aula del Parlamento. Espose anche a Bogotà e Parigi, consolidando la sua fama internazionale. Nel 1927 partecipò alla IV Esposizione d’Arte Moderna e alla I Mostra Futurista di Biella.

Generi e stile

Il genere che più lo rese celebre fu il ritratto, nel quale coglieva la psicologia e l’umanità dei soggetti. Ritrasse autorità religiose, professionisti, uomini di cultura e membri della società piemontese, guadagnandosi l’apprezzamento della critica che lo definì “fra i nostri maggiori maestri del colore”. Accanto ai ritratti coltivò il paesaggio e le scene di genere, spesso ispirate al Biellese e alla Valle d’Oropa. La sua versatilità si espresse anche nelle decorazioni murali, come gli affreschi dell’edicola Rissone al Cimitero di Biella e alcuni restauri nella stazione di Torino.


Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
Luigi Boffa Tarlatta
22/09/2025 - Grazie a Mondin Sabrina, Giuseppe Cavatore, Nuovo Circolo Rialmossese e famiglia Didaglio
Approfondimenti: Dizionario dei pittori biellesi, valsesiani e vercellesi (Edizioni Ieri e Oggi, 2021);
 Teresio Rovere - (1934 - Artisti contemporanei: Luigi Boffa Tarlatta. Torino, a b c Rivista d'Arte)
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