Racconti e poesie

Racconti brevi, aforismi e poesie scritti da autori biellesi

TARDI CESTAIO

maggio2005

Tardi, cestaio,
finisti il tuo lavoro:

la frutta è colta.

Rosita Boschetto

VANGELO POP DI ANONIMO PALESTINESE

febbraio2005

– Maestro ho fame!
– Maestro ho sete!
– Maestro, sono stanco!

– In verità vi dico,
ciò che soffrirete su questa terra,
vi sarà rimesso in cielo!

– Maestro, perchè cambi discorso?

Bruno Mandelli

LE TUE STAGIONI

febbraio2005

Corri sui prati verdi
òe ore della tua verde età
i fiori non calpestare
siano offerta o dono
se cogliere li dovrai

Quando sarà l’estate
– semi, gemme
saranno frutti –
per grazie il capo china
tua la gioia, la voluttà

All’autunno – intenso
di colori e ombre –
omaggio farai dei frutti
che l’esperienza
maturati ha

Nell’inverno bianco, freddo
al tepore della fiamma
gustare li potrai
con la fiducia che
primavera ritornerà

ANITA CROVELLA

URGENZA

settembre2004

Devo
pagare tutte le bollette
chiudere tutti i conti
annullare
le prenotazioni
imparare tutte le filastrocche
le concordanze, le numerazioni.
Non c’è più tempo ormai.
Per cosa?
Per tutto.

ROSITA BOSCHETTO

DAI SIEDITI

maggio2004

Dai siediti
parliamo del futuro.
va bene va bene
non sai da dove cominciare.
Una volta ti dissi
semplicemente lascia perdere
non cambia nulla
e ora ti dirò dettagliatamente
le perduranti idiozie
che sono state inventate sulla vita.
Io non sono un bell’esempio, lo so,
non ho mai lasciato veramente la culla
per fare un passo forte.
Parliamone ugualmente.
Dopo
ti chiederò scusa.

ROSITA BOSCHETTO

ENTRAMBI, è naturale

aprile2004

Entrambi, è naturale,
crediamo di essere liberi.
Lo diamo per scontato.
La differenza
sta nel fatto che io son dentro
una scatola cinese
dove sta scritto che ci credo
dove sta scritto che sta scritto che ci credo
senza alcun punto fermo
fino all’infinitesima suddivisione.
Lui
invece
ne è fuori.

ROSITA BOSCHETTO

Ad un somalo morto in mare

ottobre2003

Là, nel paese natìo
povero,oppresso, deriso
dai miliziani crudeli
che i tuoi genitori
hanno fucilato.

A lavorar come bestia da soma
nei campi argillosi
a raggranellar soldino su soldo
per poter fuggire da lì.

Ed il giorno, la tua effimera alba,
venne.

Fuggire, migrare, non come turista
in Libia e Tunisia arrivare
con altri, come te disperati
sul barcon funereo salpare
alla volta del bel paese assolato
che mai ti vedrà arrivare.

Clandestino non ti potremo chiamare
povero uomo, rimasto là,
in fondo al mare.

Ponti Gualtiero

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