Racconti e poesie

Racconti brevi, aforismi e poesie scritti da autori biellesi

Il mendicante

febbraio2011

Agli angeli, se esistono

Pasqua. Lui, solo, all’incrocio.
Ha in mano un ramoscello d’ulivo.
Aspetta che si fermino!
Si avvicina, guardandosi intorno quasi furtivo!
Tende la mano come un vagabondo,
è vestito bene,
sembra appartenere ad un altro mondo,
forse è un angelo caduto;
qualcuno che si è perduto;
ringrazia con dignità chi gli dà dei soldi,
quasi si vergogna, come un innocente alla gogna,
quasi per farsi perdonare.
Parla da solo coni fantasmi del suo passato,
della sua famiglia, del suo lavoro,
di quando era rispettato; chissà se ha dei figli,
se ama qualcuno, se è stato amato.
Pasqua. Per terra un ramoscello d’ulivo.
All’improvviso non c’èpiù, se n’è andato.
Forse era davvero un angelo
mandato tra gli uomini
per vedere se hanno ancora buon cuore,
se sanno ancora parlare d’amore.

Gianni Carraria Martinotti

Lo specchio

febbraio2011

A Livio e Wanda

Rifletteva la sua immagine senza rughe,
lo specchio; il libro della vita era alle prime pagine!
Era giovane, era forte,
non sapeva ancora
cosa gli avrebbo riservato la sorte: una vita felice o da dannato,
l’ultimo secondo lo avrebbe deciso il Fato. Riflette la sua immagine, lo specchio, è solo, adesso a tante rughe, un corpo da vecchio, ha conosciuto vittorie e sconfitte,
ha avuto elogi ed umiliazioni:
però… quante emozioni gli ha dato la vita. Tante, come le gocce di un temporale.
Tante, come i granelli di sabbia
di una spiaggia accarezzata dal maestrale.

Gianni Carraria Martinotti

Vecchi cortili

febbraio2011

Vecchi cortili pieni di ricordi,
di sogni mai realizzati. Vecchi cortili
che risuonano delle grida felici
di bambini ormai cresciuti. Vecchi cortili,
dove nelle calde sere d’estate
ci si fermava a parlare fino ad ore inoltrate; dove le gioie ed i pianti
erano comuni a tutti quanti;
dove le acque del vecchio lavatoio, consumato dalle donne
intente a fare il bucato, con il loro gorgoglio facevano da eco
al parlottio di giovani ed anziani. Vecchi cortili
ormai abbandonati al loro destino, testimoni di tempi lontani,
quando con poco si era felici.

Gianni Carraria Martinotti

La realtà e il sogno

febbraio2011

Quante gioie, quanti dolori, quante rinunce, quanti amori, quanti sogni, quante illusioni: sono le prove della vita.
Hai la voglia di fare,
hai la voglia di lottare,
però anche la fortuna
ti deve aiutare
perché il destino
prenda il giusto cammino. Non sempre questo succede perché la circostanza
richiede certe scelte,
alcune così sofferte
da farti rimpiangere il passato.
Di ma, se, forse ne è pieno il mondo, è facile giudicare dopo,
l’importante è cercare dentro di noi le forze per non mollare mai! Anche se a volte avresti voglia
di chiudere gli occhi
e lasciarti andare al sogno!!!

Gianni Carraria Martinotti

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