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L'Associazione Mariana Piccola Opera

dell'Amore in Nigeria

Ecco quanto è accaduto a Sabino Antonacci in Nigeria, dopo che il Cielo l’ha ispirato a fondare anche lì la "Piccola Opera dell’Amore" come Casa Missionaria di apostolato laico.

Tante sono le vicende ed i segni che lui ha vissuto in prima persona laggiù, perciò non potendo evidenziarli tutti mi limiterò a citarne solo qualcuno.

Il giorno 23 dicembre 1998, prima che Sabino si recasse nella Sede della "Union Bank" di Enugu, telefonò alla Cassa di Risparmio di Biella, mettendosi d’accordo che a mezzogiorno avrebbe ritelefonato dando l’O.K. per il trasferimento dei soldi sulla Banca Nigeriana qualora tutti i documenti fossero stati in regola. Quindi Sabino si recò in Banca dove l’aspettavano il notaio, l’interprete, l’agente immobiliare, il proprietario dell’immobile, l’agente di cambio Policarpo, il quale avrebbe dovuto trasformare l’importo da dollari in naira nigeriane, ed il direttore della Banca. Dopo lunghi discorsi e molte difficoltà si arriva alla firma dell’atto. Sabino, a questo punto, chiede di telefonare alla banca italiana per il trasferimento del denaro, ma si sente rispondere che è impossibile in quanto era in atto un black-out telefonico internazionale in Nigeria.

Immaginatevi il suo stato d’animo trovandosi completamente senza soldi davanti ad un proprietario che non voleva assolutamente derogare dalle sue condizioni di vendita, e cioè o l’atto si faceva entro quella data dandogli i relativi soldi o lui si riteneva libero dall’impegno preso a quel prezzo di assoluta beneficenza. A quel punto il direttore della Banca, dopo aver consegnato gli assegni al proprietario, si rivolge a Sabino chiedendogli il corrispondente importo a copertura di quell’operazione. Nel frattempo il cambiavalute, infastidito per tutto il tempo perso inutilmente per l’attesa dell’accredito della Banca Italiana in dollari sul suo conto (erano ormai le 4 del pomeriggio), nonostante le suppliche di Sabino intese a farlo fermare ancora un po’, se ne va. Sabino quindi dice al direttore di Banca che lui non ha nessun soldo da dargli in quanto, come il direttore ben sapeva, la Banca Italiana non poteva mettersi in contatto con lui.

A questo punto accade un fatto inaspettato Il direttore, alla presenza di tutte le persone convocate, chiama un suo funzionario chiedendo-gli di portare l’estratto conto ed un blocchetto di assegni intestato all’Associazione Mariana "Piccola Opera dell’Amore". Potete ben immaginare la sorpresa di Sabino quando si vede sul suo conto versata una somma superiore a quella necessaria per l’acquisto.

Ancora in preda allo stupore chiede che cosa fosse successo e come mai lui si trovava a disporre di quella somma. Gli rispondono che il cambiavalute, prima di uscire, aveva depositato a suo nome e per conto dell’Associazione l’intera somma, senza aspettare l’accredito della Banca Italiana e senza pretendere nessuna ricevuta o dichiarazione di garanzia nei suoi confronti (si trattava di qualche centinaio di milioni che gli finirono accreditati ben 10 giorni dopo senza che lui li richiedesse).

Se pensate che tutto questo è avvenuto in uno Stato africano, dove le persone sono molto diffidenti nei confronti di uno sconosciuto, e per una somma consistente, non si può che concludere che quello è stato veramente un regalo del Cielo attraverso Maria.

Altro fatto importante fu quando Sabino, dopo aver acquistato la Casa ed aver affidato alcuni lavori di ristrutturazione a persona fidata, ritorna nel mese di gennaio 1999 in Italia ripromettendosi di tornare in Nigeria nel periodo giugno/settembre per trovare giovani laiche missionarie ed inaugurare ed’aprire la Casa agli orfani. Lui improvvisamente, verso fine marzo, sente un’ispirazione interna che dice "ritorna subito in Nigeria perché si sta distruggendo la Casa". Prima di partire chiede tre segni al Cielo che potessero confermare quell’ispirazione, in quanto non se la sentiva in un così breve periodo di pausa di tornare laggiù:

1. che la moglie, che doveva essere ricoverata in ospedale per esami a Torino, potesse risolvere il suo problema, diversamente;

2. che qualcuno gli offrisse i soldi per l’acquisto del biglietto di viaggio aereo;

3. che lui stesso si sentisse in salute ed in forza per affrontare il viaggio ed il relativo soggiorno.

Anche se tutto questo può sembrar assurdo, lui a distanza di pochi giorni riceve dal Cielo la risposta, e cioè:

1. il problema della moglie s risolve facendo una telefonata all’ospedale delle Molinette d Torino dove lo specialista de~ reparto di endocrinologia presso il quale lei era in cura, gli ordina di sospendere quella terapia iniziandone subito un’altra Questa immediatamente le risolve il suo problema e così il ricovero non si rende più necessario.

2. Qualche giorno dopo arrivano nel suo ufficio due persone, marito e moglie, le quali avendo sentito parlare in precedenza di adozioni si erano recate da lui per informazioni, esprimendo anche il desiderio di andare alla prima occasione con lui in Nigeria, e quel giorno si recavano nel suo ufficio per dirgli che per il momento rimandavano il viaggio ma che erano venuti per offrirgli il corrispondente denaro per l’acquisto del suo biglietto.

3. Lui improvvisamente sente di riacquistare le forze e contemporaneamente avverte il forte desiderio di tornare laggiù.

Parte ai primi di aprile e quando arriva nella sua Casa Missionaria si accorge che tante cose non vanno bene. Inoltre, una specie di tornado aveva scoperchiata la Casa riempiendola di acqua. Sarebbero bastati un paio di mesi in quelle condizioni e l’edificio sarebbe andato completamente distrutto. Non vi dico quante traversie, umiliazioni e sofferenze Sabino dovette affrontare per rimettere per la seconda volta tutto a posto, e se ci è riuscito è stato solo perché il Cielo lo ha aiutato e gli ha dato la forza di resistere e proseguire. Sono tanti i segni che lui ha ricevuto da quel mese di aprile ad oggi, ma purtroppo non c’è spazio sufficiente per raccontarli tutti e, poiché le pubblicazioni costano e l’Associazione è povera, se qualcuno non l’aiuta, questo potrebbe essere l’ultimo racconto.

Comunque, essendoci ancora dello spazio a disposizione, vi informo che il Governo dello Stato di Enugu ha riconosciuto questa istituzione come Opera non governativa ed è stata ufficialmente inaugurata l’li febbraio 2000, sesto anniversario della nascita dell’Associazione Mariana Piccola Opera dell’Amore di Biella ed anniversario dell’apparizione della Madonna a Lourdes.

Quel giorno, fatto completamente insolito, è andato ad inaugurare quell’Opera cattolica il Presidente (protestante) di quello Stato, dr. Chimaroke Nnamani, seguito da tutti i suoi ministri (quasi tutti di religione mussulmana), facendo un discorso inaugurale a sfondo religioso meglio di un religioso e dicendo, tra l’altro, che quell’opera si è potuta realizzare solo perché ispirata e voluta da Dio. L’intera cerimonia è stata trasmessa dalla TV Nigeriana di cui Sabino conserva copia di una videocassetta consegnatagli dal Governo di quel Paese.

Vi voglio ancora raccontare un piccolo segno ma molto significativo che Sabino ha avuto il 18 gennaio 2000 nella Casa Missionaria.

Il 1° gennaio scorso Sabino parte per la Nigeria con una giovane che desidera fare un’esperienza di vita missionaria, agevolata dal fatto che conosceva bene la lingua inglese. Il viaggio e la permanenza di quei 20 giorni sono stat per C. veramente tribolati per diversi motivi; comunque stata di molto aiuto Sabino come interprete e traduttrice. Alla vigilia della sua partenza, Sabino la chiama e le chiede, come segno di riconoscenza per tutto ciò che gli aveva fatto, di scegliere e prendere ciò che desiderava tra quegli oggetti di cui lui disponeva (medaglie, crocifissi, rosari, statuette ecc.). Lei guarda, osserva e poi sorridendo gli dice: "Sabino, ti ringrazio tanto ma non prendo niente perché non c’è nulla tra questi oggetti che terrei o porterei con me". Sabino un po’ avvilito e sorpreso per quanto gli era stato detto, quasi senza accorgersi, le dice: "Ci sarà pure qualcosa che tu desideri avere". Lei, dopo averci pensato un attimo, sorridendo gli risponde: "Ebbene sì, l’oggetto che desidererei e che porterei volentieri sarebbe un anello con il rosario incorporato". Sabino, stupito della richiesta ed avvilito per non avere la possibilità di soddisfarla, le risponde che glielo avrebbe donato con tutto il cuore ma che lì non l’aveva e che solo la S. Vergine avrebbe potuto accontentarla. Tutto sembrava finito così quando nel pomeriggio, recatosi in giardino per terminare di mettere a dimora le piante di ananas che aveva acquistato, vede luccicare sorto una pianta di fiori esotici un qualcosa di piccolo come una testa di spillo. Sul momento non gli dà nessuna importanza, ma successivamente il suo sguardo viene più volte attratto da quel luccichio. Incuriosito, si avvicina e guarda, nota subito che ciò che esce dalla terra è solo una piccola parte di un oggetto interrato che lui non riesce ancora ad identificare, perciò con le mani scosta la terra intorno, lo tira fuori, lo appoggia sul palmo della mano sinistra, lo pulisce e con sua grande meraviglia e stupore si accorge che è un anello del rosario da mettersi al dito. Mentre lui, ancora stupito, l’osservava, ve de la giovane uscire dalla Casa per recarsi in giardino e quindi, rivolgendosi a lei, alzando l’anello esclama con gioia: "Guarda che cosa ho trovato!" e lei sorpresa, si lascia sfuggire subito queste parole: "L’anello della Madonna". Con grande commozione lui le mette l’anello al dito dicendole che quello era senz’altro un segno della Vergine per lei e che l’avrebbe certamente aiutata e protetta per tutta la sua vita. La ragazza volle poi essere informata su quanto era accaduto e sentendo il racconto di tutto ciò che era capitato dopo la sua partenza, si è commossa tantissimo.

Sabino con il Presidente dello stato di Enugu

 


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