Aprile 2003 - seconda collettiva COLORE, LINEA, PAROLA.
Kermesse di poesia, pittura, grafica, scultura, musica...

La sala di palazzo Gromo Losa di Prarolo, nella storica cornice
del Piazzo di Biella era gremitissima sabato 19 aprile 2003 per l'inaugurazione
della mostra dell'associazione di volontariato culturale Art-Café. Presentati
dalla coordinatrice ed animatrice del gruppo Luigina Furlan, ventitrè artisti
figurativi hanno esposto un totale di trecento pezzi unici ed originali grazie
all'uso di varie tecniche espressive. Un pubblico qualificato ha calorosamente
applaudito per più di un'ora anche alcuni creativi delle sezioni di musica e
di belle lettere che hanno presentato alcuni loro pezzi con un piacevole accompagnamento
al pianoforte. Sono state interpretate dagli autori stessi alcune composizioni,
mentre altre sono state lette da fini dicitori. Altri del gruppo di arte culinaria
hanno preparato un buffet freddo, che annoverava tra le altre alcune ghiottonerie
di Rosangela, utili a stare ancora piacevolmente insieme agli intervenuti. Come
per la grande mostra di Pasqua 2002 al palazzo della Provincia, il titolo dell'
esposizione 2003 ricalcava quella: "Colore, linea, parola" che sottintendeva
l'uso in parallelo di tecniche diverse con la volontà di esprimere sentimenti
simili.
.Il pubblico ha continuato ininterrottamente a visitare la mostra sino alla
chiusura di domenica 27, dimostrando voglia di relazionarsi con gli autori,
sempre presenti in buon numero e pronti a soddisfare le richieste di conoscenza
e di lettura delle opere figurative e letterarie esposte. Il dialogo fluiva
naturale e positivo per entrambi. Durante la mostra è nato il suggerimento di
impostare la prossima sul tema della ritrattistica. Il tema è stato giudicato
difficile, ma sarà allo studio nei prossimi incontri associativi.
. L'allestimento moderno e semplice sui toni del blu e del bianco, è stato razionalizzato
ed individualizzato il più possibile quanto permetteva l'ampiezza degli ariosi
locali, del cortile e del giardino a disposizione. Grazie al "guest book" (libro
degli ospiti) sono state verificate e registrate più di seicento presenze, tra
cui quasi tutte quelle specializzato e nel campo. Invisibili invece i giornalisti;
i giornali locali hanno riservato alla notizie provenienti da Palazzo Gromo
spazio limitato di piccola cronaca. Quasi unanime è stata la critica ad un atteggiamento
superficiale ed immotivato che si rifiuta di vedere quante e quali siano le
proposte artistiche presenti nel territorio biellese. Senza vedere, pretendono
di giudicare. Non hanno riportato per esempio neppure la presenza di una vendita
di beneficenza di numerose terracotte attuata dalla scuola di terracotta "Sorella
luna" ospitata gratuitamente negli spazi della mostra. La cifra raccolta è stata
assegnata di comune accordo alla neonata associazione onlus Girotondo, che appoggia
le famiglie biellesi contro un tipo di distrofia infantile.
Tra i quadri c'era un grazioso omaggio alle suore ospitanti, opera ad olio di Germana Francesa Morel, autrice conosciutissima. Il numero delle donne tra i creativi di Art-Café è alto.
Tra i quadri esposti:
-. Due paesaggi dal taglio tradizionale (tra cui "Scorcio d'Oropa")
introducevano quelli "d'acqua" con l'autore Felice Ramella. Il torrente è oggetto
del suo ultimo puntuale lavoro di ricerca sui "luoghi d'acqua" del Biellese,
in accordo con i suggerimenti del 2003, anno internazionale dedicato a tale
elemento. Alle spalle del pittore sono visibili in parte alcuni lavori di Antonia
Negro
-.Una visitatrice osserva con attenzione uno dei quadri ad olio di Chiara Celaschi
-.La Burcina è sempre presente in tutte le mostre di pittura biellesi.
-.Lo "Stagno" di Lucia Fraraccio introduceva alle opere più surreali/metareali
di tale autrice, attenta ai movimenti dello spirito più che al dato puro che
offre la realtà
-. Anche Sandra Mosca (qui la sua "Solitudine") è un'autrice del gruppo metareale
della branchia che sta ritagliandosi un suo spazio di ricerca verso l'arte immaginaria
e psichica
-.Non solo per esperti il linguaggio delle icone, perfette nella tecnica esecutiva
e nella fedeltà alle immagini della tradizione greca (a sinistra) o russa (a
destra), di Alessandro Ricca
-.Il popolo dei "piccoli uomini" era presente con un lavoro (SADIE il triste)
di Cora Lessio, che contemporaneamente esponeva la sua collezione di bijou per
l'estate, ammirati modelli originali ed unici.
-. Tre validi pezzi di scultura in terracotta di Anna Banfi per il lavoro più
attuale presentato in mostra: una donna con veste musulmana sta seduta a destra,
a viso scoperto; a sinistra un uomo raccolto in sè, nudo e profondamente prostrato;
al centro tra di loro tre grandi fiori stanno sbocciando, giustificando il titolo
"Speranza". L'opera è stata concepita e modellata durante la guerra in Iraq.
Erano inoltre in mostra lavori di Roberto Ricca, Patrizia Agnani, Rodolfo Boccalatte, Marina Cescutti, Mara Comoglio, Adriano Fenoglio, Chiara Giachetti, Alessandro Masiero, Leo Modàfferi e Riccarda Zanardi.