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Corrado
Sartini nasce a Vigliano Biellese nel 1961. Comincia ad interessarsi di
fotografia a livello amatoriale all'età di quindici-sedici anni, comprende
presto che l'espressione attraverso lo scatto è la sua strada e perciò
si sposta a Milano per frequentare il Master in "Fotografia di moda".
La tecnica fotografica preferita di Corrado Sartini è in bianco e nero,
in cui raggiunge risultati notevoli. A
differenza di artisti diventati famosi grazie allo 'sfumato', la sua poetica
sì basa invece su di una straordinaria nitidezza dell'immagine, le cui
linee sembrano perfettamente incisione su di una lastra, raggiungendo
in fotografia una "verità più vera della realtà", come succede in pittura
nell'iperrealismo americano. Il segreto di cui tutti gli domandano pare
stare nella sua esperienza eccezionale di camera oscura. Egli confessa
infatti che sta nel procedimento di stampa e nello sviluppo dei negativo.
La verità è che egli è un vero intellettuale dell'obiettivo, rappresentante
raro della "fotografia pittorica". Come i pittori, egli misura la luce,
prova l'effetto degli accostamenti, allontana, sposta, gira intorno all'oggetto,
immagina la resa e non lascia niente al caso. Ed i risultati sono di una
incredibile "classicità". Ama la figura umana e la ritrae con frequenza,
cercando l'anima nel volto e nel gesto, oltre che nel chiaro-scuro. E'
dunque uno specialista nel ritratto, non solo di studio Dimostra di possedere
notevole esperienza anche in foto artistiche di gruppo, che sa dirigere
con tranquilla sicurezza. Ma anche le cose lo intrigano, anche le geometrie
più semplici, dove governano massa e colore, oltre alla luce. Vari sono
i cataloghi per le aziende di confezione biellese per cui ha lavorato.
Ma oltre ai suo lavoro quotidiano egli trova il tempo per dedicarsi alla
ricerca di nuovi modi e diversi soggetti, partecipando con assiduità alle
mostre artistiche ed a quelle coi gruppo "Fotoamatori Biella''. Al Garden
Bar Art-Café è giunto nel 1999 e vi ha tenuto una delle più belle esposizioni
di fotografia, con la sua galleria di ritratti d'arte. Nei 2001 con la
stessa associazione ne ha tenuta una seconda molto speciale a Candelo,
con la serie di una trentina di scatti impegnati a rendere le architetture
dei Ricetto e contemporaneamente una ventina di personaggi storici in
costume che si aggiravano tra le rue. Tutti fotografati con fresca naturalezza
e spontaneità, con modo e taglio moderno ma gusto di sapiente, antica
tradizione.
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