Roberto Ricca è nato a Biella, dove attualmente vive e lavora. I suoi quadri si ispirano alcune volte al vissuto quotidiano, ma più spesso costituiscono citazioni colte. Infatti l'ambito da cui Ricca fa scaturire le sue immagini è prevalentemente quello storico-letterario: egli è uno strenuo lettore e divora i libri, soprattutto di narrativa, ma anche lui pure si diletta scrivendo poesie d'una certa forma e grazia. Il suo un lavoro si configura in una specie di esercizio di comprensione di testi, di musiche, di quadri, che alla fine contribuisce alla loro comprensione (e divulgazione!) in un altro codice. Buon esempio di soggetto poliautorale è il "don Giovanni". Tra i poeti e gli scrittori amati troviamo S. Mallarmé, E.A. Poe, J.L. Borges, A. Jarry, T Gautier, F Kafka, H. G. Wells, A. Rimbaud, E. L. Masters, ed oggi anche D. Campana. Ogni autore viene interpretato con rigore e buona capacità di lettura, coi ricorso alla capacità di "inventio". Ed il tentativo di trasposizione in linguaggio figurativo di Ricca non si ferma ai letterati; si allarga al mondo dei pittori e dei musici, delle arti sorelle insomma, proponendosi come uno dei artisti più aderenti alle finalità dei gruppo Art-Café, che ha appunto come più alto scopo quello di ridare vita alle muse nella unitarietà piuttosto che nella loro individualità. La mitologia, soprattutto greca, è molto amata da Ricca. Tra le correnti storiche ha sinora considerato l'impressionismo in pittura ed in musica poi ha proseguito con le altre moderne. Gli autori abilmente 'rimasticati' sono De Pero, Van Gogh, Matisse, Magritte, ma anche i musicisti G. Gershwin, A. Mozart, G. Verdi, G. Puccini, Bellini, C. Debussy. Le tecniche che Roberto Ricca utilizza sono due: l'olio su tela ed collage in carta. La tecnica è stata classificata come futurista ma l'apparenza neofuturista che danno le sue immagini a chi le osserva superficialmente è ingannevole: è vero che la tecnica di divisione dei campo in settori spesso geometricizzati suggerisce quest'idea, ma gli oggetti che sono inseriti nella composizione hanno spesso contorni reali. E poiché sono questi i latori preferenziali di significato, non possono assumere valenza futurista, in quanto nel grande movimento internazionale partito dall'Italia quasi un secolo fa erano gli oggetti-soggetti di visione artistica ad essere "deformati". Una causa prima della deformazione, che finiva solo in un secondo momento per coinvolgere anche lo sfondo, era Fatto di movimento degli stessi. Lo sfondo a tasselli dei quadri di Ricca ha più la valenza costruttiva di uno spazio astratto che dice una necessità di razionalizzazione geometrica, cui si aggiungono tre qualità fondamentali: quel movimento vitale già storicizzato nei Futurismo, ma anche la nozione di complessità della visione dei mondo, ed infine il rapporto tra l'ordine necessario (degli oggetti, dei soggetti, degli accadimenti raccontati) ed il caos. Così nasce una visione globale frammentata ma non frammentaria, che può piacere o no, ma autentica ed originale. Roberto Ricca, Editel, Arpino, 1993.
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