Autodidatta, ha frequentato per breve tempo io studio di Morelli. Dipinge dalla fine degli anni '80 Appassionato della montagna, può dirsi a buona ragione "pittore alpino" per due motivi: è stato ed è ancora nel corpo degli Alpini e la sua produzione artistica ha le Alpi come soggetto principale di ricerca. Felice Ramella Bon ha spostato infatti il suo interesse e la sua esperienza alpina al servizio della pittura, divenendo in questo linguaggio un fedele traduttore dell'ambiente alto biellese. Conoscitore d'ogni bosco e tratturo, è conosciuto da tutti i margari delle valli biellesi. Spesso s'inerpica alla ricerca d'un angolo e di una particolare visuale, per incontrare e riprendere la calma gestualità di un margaro intento al lavoro. La sua opera in questo modo possiede il pregio dei documentario storico sul filone rustico-architettonico ed etnologico relativo agli ultimi abitanti e delle ultime baite delle nostre montagne, racchiudendo in sé una parte non piccola dell'anima delle Prealpi e delle Alpi. I suoi quadri respirano la profondità delle pinete e dei pascoli d'alta quota; percepiscono il gelo dell'inverno che permane a lungo nell' ombra dietro le baite, ma anche il belare di qualche agnello, il muggito di una mucca tranquilla, la serenità d'un uscio aperto sulle valli, verso la pianura, la compostezza lenta degli ultimi abitanti delle nostre valli, il gesto attento di quella vecchia con la gerla ... insomma, quel respiro profondo di ciò che c'era una volta, di quella civiltà alpina millenaria che sta scomparendo quasi ovunque. E' uno dei soci fondatori di Art-Café. Pittore figurativo, prepara bozzetti a matita e dipinge quasi esclusivamente ad olio tela o su supporto rigido. Inizialmente paesaggista, ha incominciato ad inserire figure ed ultimamente anche animali. Sua caratteristica distintiva è una capacità particolare, un 'occhio' per la scelta di soggetti comuni poco significativi e di un punto di vista inusuale ed originale. La sua tavolozza è reale, fedele alla natura ed alla scuola paesistica dell'800. Tra le numerosissime collettive cui ha partecipato negli ultimi quindici anni (di Gaglianico, di Candelo, di Muzzano, di Massazza ... ) si segnalano le personali al Garden Bar Art-Café (1997 e 1998) e quelle successive a cadenza annuale al Favaro di Biella. "Sentieri dei Biellese", Biella 1998 (Nostalgia dei tramvai di Oropa'', 1994); "Sentieri dei Biellese'', Biella 1999 (Ritorno alla baita" 1997); ''Tucc ún", Biella, giugno, 1994 ['1a Carrubi com'era", 1994); Diamo colore alla speranza", Fondo Edo Tempia, Biella, 1998 ("Scorcio di Vermogno", 1997).

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