Leo Modàfferi, biellese di adozione, vive a Biella da venticinque anni e qui ha avuto la possibilità di sviluppare la sua pittura. Appassionato d'arte da sempre, ha trovato una sua via d'espressione personale ed un suo cliché stilistico di modernità e di estrosità, pur affrontando temi soliti come le nature morte ed i paesaggi. Gli sono state di grande utilità e stimolo alla creatività le opere viste e studiate nelle gallerie e nei musei, soprattutto quelli di arte moderna. Dai maestri del passato recente si può imparare molto. La grandezza di Van Gogh e Gauguin, per esempio è incommensurabile" egli dice spesso. Non nasconde il fatto che la scuola francese anche contemporanea gli ha offerto esperienze fondamentali per l'acquisizione della sua tecnica e della sua poetica attuale. Le nature morte sono tipiche per la collocazione di oggetti ricchi di carica affettiva, in uno spazio rarefatto dove la realtà è poco più che un pretesto di riconoscimento, piuttosto che un punto di osservazione; sono spesso tazze, ciotole, vasi dai contorni semplici e quasi senza decorazione, forme-essenza che hanno colpito l'immaginazione del pittore e che gli ricordano l'autore, un famoso ceramista cubano di cui è diventato amico. La stessa essenzialità sì ritrova nei paesaggi morbidi e coloratissimi, che espandono calore ed armonia di linee. Le qualità artistiche dei quadro provengono da un istinto innato educato alla bellezza e potente abbastanza da riuscire a comunicare serenità ed intensa gioia vitale. li pittore è solito utilizzare colori ad olio su tela o supporto rigido, di medie dimensioni. La tecnica spontaneista consiste nel depositare abbondanti strisce di materia pittorica coi pennello o la spatola; la campitura è costituita da masse quasi uniformi e da pochi particolari, ma emana un intenso alone che attira la sensibilità essa tocca intimamente le corde emotive dell'osservatore, il quale viene attirato dalla sua propria emozione quasi all'interno dei quadro, dentro ad un mondo rasserenante ed intrigante, improbabile quanto ineffabile e poetico. La modalità espressiva è vicina ai Fauves, ma risulta più dolce ed accattivante. L'effetto di patina lucida della superficie aumenta l'attrattiva ed allontana ancor più il soggetto pittorico dalla realtà. Questi dati tecnici concreti, sommati al tipo di poetica essenzialista di cui abbiamo parlato, vanificano ogni rapporto coi dato empirico e lo allontanano dalla possibilità di essere conosciuto coi cinque sensi; aprono invece la porta ad un altro tipo di conoscenza. Per tale modo di messaggio le opere di Leo Modàfferi lo collocano al centro di un autentico Metarealismo. Leo Modàfferi è stato presente negli ultimi anni in molte collettive locali. Dopo il successo della prima personale biellese, al Ricetto di Candelo nel 1996, sono seguite le altre, al ritmo di una all'anno: a Baveno ( 1997), al Garden Bar Art-Café di Ponderano-Biella (1998 e 2000), ad Occhieppo Superiore (1999).

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