PERSONE: ARTE, HOBBY E PASSIONI DI GENTE BIELLESE
curiosità, idee e stimoli

Marco Macchieraldo: l'Italia in bicicletta É il 15 luglio 2008, ci troviamo in quel di Vigliano Biellese, paese natale di Marco Macchieraldo, per gli amici Macchie. É qui che prende vita la magica avventura di questo temerario Biellese: l'Italia intera lo aspetta per un estenuante tour lungo le coste del nostro Stivale da nord a sud e ritorno, il tutto in bicicletta. Alla partenza, la mattina presto, la sua bici, corredata di borse posteriori, pesa circa 45 chilogrammi, tuttavia il fardello di aspettative ed emozioni pesa, sulle spalle del Macchie, molto di più! L'obiettivo è quello di percorrere più di 5000 chilometri in 50 giorni. L'itinerario prevede di attraversare dapprima il Nord Italia in orizzontale, dirigendosi verso est, passando per il lungo asse delle Alpi, valicando le Dolomiti e giungendo fino a Trieste; poi scendere verso sud, seguendo la strada costiera fino in Puglia, poi Calabria, un salto in Sicilia, e infine il ritorno verso Nord, non dimenticando alcune tappe importanti, tra le quali anche la città eterna: Roma. L'impresa, perché possiamo definirla solo così, è pregna di voglia di viaggiare, di conoscere il territorio italiano nei suoi piccoli particolari, di parlare con la gente, di sfruttare tutti i cinque sensi per apprezzare ogni momento: la bici è il mezzo più idoneo dunque per soddisfare la fame del nostro globetrotter.

 

 

Video-cartolina dal Nord

L'ultima tappa del tour

L'arrivo trionfale

Sin dal primo giorno di pedalate sembra che la parola fatica non faccia parte del vocabolario di Marco il quale, ogni sera, può segnare sul suo diario di viaggio tappe che superano molto spesso i 200 km. Le energie le trova lungo il percorso: passare dalla pianura alla montagna, immergersi in panorami mozzafiato, condividere porzioni di percorso con altri ciclisti temerari, magari provenienti dall'estero, e non di meno il senso di sfida con sé stesso nell'affrontare le rampe più dure. A Trieste tuttavia, nelle gambe di Marco si fanno sentire i numerosi chilometri di salita, resi più duri dalla zavorra in coda alla sua compagna di viaggio, la bicicletta; si aggiunge per un paio di giorni il fastidio di una tendinite. Sulla via per la costa adriatica il dolore passa e le energie tornano: il randonneur sembra bruciare le tappe rispetto alle previsioni. La sveglia alla mattina suona poco prima dell'alba, si ritira la tenda e i pochi effetti personali, all'interno delle borse e si inizia a pedalare verso la nuova meta, fino a sera, quando una bella cena e una dormita sono il premio di giornata: questa è la routine giornaliera, anche se routine non lo è mai, visto che ogni giorno si devono affrontare nuove fatiche, nuovi eventuali problemi, e soprattutto panorami ancora sconosciuti. In verità gran parte del successo di questo viaggio sta nella testa: è proprio la mente l'elemento più importante che permette di andare avanti, nei momenti più belli, ma anche in quelli più duri; che permette di fronteggiare al meglio gli scogli del tragitto, di sopportare la solitudine e quant'altro! In ogni caso, tappa dopo tappa, Marco giunge fino a Comacchio dove, come l'anno precedente, opta per un cambio di look, nel senso che in mattinata fa visita al solito parrucchiere, ripartendo così in forma per il "grande caldo". L'asfalto sempre più rovente scorre sotto ai copertoni sofferenti della sua bicicletta, così rapidamente che in pochi giorni raggiunge la Puglia: nonostante ciò, le condizioni climatiche e ambientali, particolarmente dure, sembrano far durare questo tratto un'infinità. In contrapposizione con la fatica vi è, senza dubbio, il grande piacere di conoscere la gente del posto, particolare, curiosa, a volte amichevole, a volte meno: gli usi e i costumi caratteristici di queste terre sono qualcosa di assolutamente incredibile, ed è proprio il variare di tutti questi elementi ad affascinare sempre di più il nostro protagonista! Giunto poi sulla punta della Calabria, il Macchie decide di salpare verso la Sicilia, e visitarla su due ruote. Alcuni degli scatti migliori vengono raccolti proprio qui. Un giorno di relax e poi via verso nord, imboccando la statale tirrenica. Tra le altre, la sosta a Napoli è davvero piacevole se non venisse macchiata dal furto dell'oggetto più importante che Marco ha con sé: il cappello di paglia, (compagno di anni di viaggi)... Peccato. Privato di un "amico" riparte verso il Lazio, ritrovando Roma (dopo un'anno), dove viene ospitato da alcuni signori, precedentemente conosciuti quando erano in Sicilia in vacanza: bell'esperienza. In Toscana la fa da padrone il vento contro, che aumenta la fatica: sarà per lo sforzo, sarà per l'immagine di una bella fiorentina ben cotta che facilmente si associa alla terra di Dante, però la voglia di una cena a base di carne aumenta sempre più, ed ecco che, dopo tante cene a base di pesce, il sogno diventa realtà! Un cartello sul quale appare la scritta "Ventimiglia 500km" funge da spinta finale per il nostro cicloturista, il quale compie gli ultimi sforzi, passando per il passo del Bracco e il Col di Tenda e in breve tempo fino a casa. Proprio ieri, 21 agosto 2008, a 36 giorni dalla partenza (con largo anticipo dunque) e dopo 32 giorni di pedalate ritrovo il mio amico Marco Macchie presso il lago di Viverone, luogo prestabilito per il nostro incontro. Dopo un caloroso saluto sotto il cocente sole estivo, e svariate pacche sulle spalle inizia a dare i numeri! No, non è impazzito, anzi, lucido ed atletico più che mai, mi ricorda che ha percorso la bellezza di 5'840 chilometri, ha distrutto le tele di 6 copertoni, ha sostituito 19 camere d'aria, ha consumato 500 litri d'acqua, 50 fette d'anguria, 130 brioches e così via... Terminato il momento dei numeri registriamo un po' di interviste, tutte buone al primo ciak, infatti quando si parla di emozioni e sensazioni Marco le lascia uscire a ruota libera! É davvero bello sentirlo raccontare, così carico d'entusiasmo. Prima di ripartire in direzione Biella per gli ultimi chilometri, chiacchiero un po' con lui a telecamere spente, e mi racconta qualche aneddoto assolutamente interessantissimo. Quei particolari che danno ancor più gusto all'intera impresa. Mi tornano ora in mente alcuni flash e tra questi opto per menzionarne uno: una signora in Sicilia ha chiesto a Marco se "teneva 'a patente", visto che le sembrava strano fosse venuto da Biella sino lì in bici! Il coronamento di questa grande avventura ha luogo a sera, presso la piazza antistante il palazzo del Comune di Vigliano Biellese, quando, dopo un arrivo trionfale in un bagno di pubblico cappeggiato dalla mamma Silvana, il Sindaco Luca Sangalli ha consegnato al ciclista-protagonista una targa commemorativa in nome di tutta la comunità Viglianese.
Maggiori dettagli presso: www.free-bike.net/macchie

Foto reportage e post-produzione: Marco Macchieraldo, Nicolò Caneparo, Nicole Preacco
Video reportage e post-produzione: Nicolò Caneparo, Nicole Preacco
Testi: Nicolò Caneparo


07 settembre 2008