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L'organaro!

intervista ad Alessandro Rigola

"Sono molto contento di parlare di questa mia inconsueta passione. E' raro oggi trovare persone giovani che si interessino a questo affascinante mondo che è l'arte di costruire e di restaurare strumenti musicali. Nel mio caso può essere visto come la continuazione di una tradizione familiare iniziata nel 1905 quando il mio bisnonno Luigi cominciò a costruire e riparare pianoforti ed autopiani aprendo un laboratorio a Biella. Ora, dopo quasi cento anni, quando gli studi me lo consentiranno, vorrei aprire un laboratorio per costruire e restaurare organi a canne."

 

 

Il primo organo che ho costruito

"Ho 24 anni ed ho iniziato 11 anni fa ad interessarmi di o rgani; ho lavorato a tempo perso nel settore ed ho seguito e seguo corsi di organaria. La mia attività per ora è rivolta esclusivamente alla progettazione e alla realizzazione di piccoli organi portatili e non, che realizzo interamente a mano per imparare l'arte e maturare l'esperienza che è fondamentale in questo lavoro. Ho anche restaurato alcuni pianoforti ed harmonium. Ho finora costruito quasi 2 organi, realizzando ogni componente da solo; per esempio il materiale per le canne di metallo viene fuso e gettato su tela, successivamente lavorato a mano fino ad ottenere la canna, utilizzando le stesse tecniche che si utilizzavano nel passato. E così per ogni altra parte. E' una soddisfazione enorme vedere nascere dal proprio lavoro una macchina così complessa come l'organo."
Interno dell'organo portatile che sto costruendo senza le canne.

 

 

 

 

 

Particolare della meccanica dello stesso

"Il mestiere dell'organaro richiede una grande passione ed un'incredibile costanza: nel lavoro quotidiano molte cose possono essere ripetitive e quindi noiose. E' necessario lavorare sempre con la massima precisione possibile e con una cura maniacale, altrimenti il risultato finale ne sarebbe compromesso. E' inoltre necessaria molta calma nel lavoro; non si deve mai avere fretta di finire o di vedere l'insieme in funzione: senza dunque la passione ci si stuferebbe prima!"

Canne del "bordone"
Canne del registro "quinta" dello stesso organo ancora da pulire e lucidare
"Visto in un'ottica più ampia, il mio mestiere non è così inconsueto nel Biellese. Fino alla fine dell'800 erano ancora operative alcune delle botteghe organarie della fiorente scuola biellese, che hanno lasciato un patrimonio di strumenti tutt'ora esistenti. E' ancora in attività una bottega che ha radici anche nella scuola biellese: è la fabbrica Vegezzi-Bossi di Centallo, che deriva dal laboratorio del gragliese Carlo Vittino."

 

 

 

Registro "principale"

 

 

 

 

Ultime canne del "bordone"

"Il Biellese è una terra molto ricca di organi e di famiglie organarie, ma se dovessimo trattare di ciò, non basterebbe un volume. Il mio auspicio è che i Biellesi imparino ad apprezzare sempre più questo patrimonio che possiedono e che continuino a tutelarlo opportunamente per trasmetterlo ai posteri in tutto il suo splendore."
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