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Gli
skaters a Biella
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Dal diario di uno skater: |
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Lo skateboard nasce in California negli anni '60, inventato dai surfisti del West Coast quale alternativa alle onde dell'Oceano. Inizialmente è costituito da una semplice tavola di legno montata su quattro ruote da pattini, con cui muoversi in bizzarre evoluzioni su marciapiedi e gradinate. Tutto questo fino al 1975, anno in cui un ingegnere statunitense dota la tavola di morbide ruote in uretano che permettono acrobazie più simili a quelle del surf. Esplode come disciplina nel 1987, in gran parte del mondo, anche se, al momento, non è riconosciuto dalle federazioni sportive come uno sport vero e proprio. Skatare è anche un mezzo attraverso il quale gli adolescenti si incontrano, si conoscono, comunicano e, con la tavola quale denominatore comune, si aggregano. Inizialmente usato dai ragazzi delle periferie come "mezzo di fuga" dagli ambienti malsani delle metropoli e dalle relazioni familiari difficili, è diventato oggi passatempo di molti ragazzi senza distinzioni sociali. Dove non esistono strutture apposite lo
skateboard è praticato "illegalmente" nelle piazze, attribuendo così a
questa disciplina un'anima "ribelle" quale attività "da strada"
praticata sfruttando le strutture urbane esistenti, violando regole e
leggi. |
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Martin,
26 anni, ha iniziato 13 anni fa quando gli skaters a Biella erano una cinquantina:
"ho cominciato perché è bello, per provare… sono delle emozioni un po'
strane, alzare la tavola ed andare veloci, i salti ed il brivido della velocità.
E' uno sport molto difficile, non riconosciuto, però io lo "penso" come
uno sport… lo vedo così e comunque uno fa attività fisica completa. Io vado
sempre per la strada, dove vedo un piazzale mi fermo. Una volta avevamo
il pattinaggio, dieci anni fa, poi ce l'hanno tolto perché facevamo casino.
Quindi siamo rimasti in piazza del mercato. Giriamo per Biella alla ricerca
di un posto dove poter skatare. Non abbiamo neanche più provato a chiedere
perché, fino a qualche anno fa, eravamo al massimo in 10 e giovani non ce
n'erano. Forse è proprio per questo che i giovani non cominciano neanche:
non esistono le strutture e ci pensano bene prima. Alcune persone si fermano
e ci guardano incuriosite, altre si spaventano a causa del rumore e perché
è uno sport un po' "scattoso" ci muoviamo a scatti, sembriamo un po' isterici.
Anche i vigili, pur scacciandoci sempre, in fondo non ci vogliono male,
perché a loro piace come cosa, però devono fare il loro lavoro. Comunque
sono comprensivi." |
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Testo e foto di Patrizia Umilio - 28/12/2003
Un ringraziamento particolare a Stefano
e a Tia e a tutti gli skaters di Biella per la collaborazione, ad Alessandra
per la digitale, a Robim per lo scanner... |