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Gli skaters a Biella

Dal diario di uno skater:
"martedì 18 novembre: Tavola zero - FOUNDATIONS U.S.A.- da oggi una o due ore al giorno di vero skateboarding. Street, elenco tutte le evoluzioni sui trick e le difficoltà che incontro; le novità, i luoghi, gli amici e le nuove trick; -Ollies - la posizione dei piedi era sbagliata, il sinistro va in fondo al tail; - Showe-it, stessa cosa che per l'ollies, con la nuova tavola devo usare meno potenza per il suo tail e il nose è molto più alto; - Flip e flip showe-it, con la zero è difficile assestarsi con il flip, ma appena ingrani la tavola flippa alla grande! - I trick di mullen: ora riesco a mettermi a fare un body varyal 180°; riesco a camminare e a far camminare la tavola flippando. Mi metto in mullen manual e/o chiudo con un flip show-it in front."



Lo skateboard nasce in California negli anni '60, inventato dai surfisti del West Coast quale alternativa alle onde dell'Oceano. Inizialmente è costituito da una semplice tavola di legno montata su quattro ruote da pattini, con cui muoversi in bizzarre evoluzioni su marciapiedi e gradinate. Tutto questo fino al 1975, anno in cui un ingegnere statunitense dota la tavola di morbide ruote in uretano che permettono acrobazie più simili a quelle del surf. Esplode come disciplina nel 1987, in gran parte del mondo, anche se, al momento, non è riconosciuto dalle federazioni sportive come uno sport vero e proprio.

Skatare è anche un mezzo attraverso il quale gli adolescenti si incontrano, si conoscono, comunicano e, con la tavola quale denominatore comune, si aggregano. Inizialmente usato dai ragazzi delle periferie come "mezzo di fuga" dagli ambienti malsani delle metropoli e dalle relazioni familiari difficili, è diventato oggi passatempo di molti ragazzi senza distinzioni sociali.

Dove non esistono strutture apposite lo skateboard è praticato "illegalmente" nelle piazze, attribuendo così a questa disciplina un'anima "ribelle" quale attività "da strada" praticata sfruttando le strutture urbane esistenti, violando regole e leggi.

Lo Skate a Biella…

Luca, Tia, Alessandro, Fabio, Federico, Toni, Paolo, Michael, David, Stefano, Rodrigo, Ricky, Davide… studenti della scuola media o dei primi anni delle superiori che praticano lo skateboard perché "crea" emozioni.


Alex ha 14 anni, studente d'Elettronica dell'Istituto Professionale, ha cominciato un anno fa dopo aver osservato un amico. Di solito skata a Cossato perché a Biella non ci sono spazi adatti: "è uno sport "estremo" con cui possiamo incontrare i nostri limiti e metterci alla prova. Quello che non capisco è perché esistono tanti campi da calcio (a Biella ce ne saranno cinque o sei), mentre non esiste uno spazio per lo skate… forse è uno sport ancora giovane… Se mia madre avesse qualche anno in meno verrebbe anche lei a skatare, mio padre, invece, lo considera inutile…"

Martin, 26 anni, ha iniziato 13 anni fa quando gli skaters a Biella erano una cinquantina: "ho cominciato perché è bello, per provare… sono delle emozioni un po' strane, alzare la tavola ed andare veloci, i salti ed il brivido della velocità. E' uno sport molto difficile, non riconosciuto, però io lo "penso" come uno sport… lo vedo così e comunque uno fa attività fisica completa. Io vado sempre per la strada, dove vedo un piazzale mi fermo. Una volta avevamo il pattinaggio, dieci anni fa, poi ce l'hanno tolto perché facevamo casino. Quindi siamo rimasti in piazza del mercato. Giriamo per Biella alla ricerca di un posto dove poter skatare. Non abbiamo neanche più provato a chiedere perché, fino a qualche anno fa, eravamo al massimo in 10 e giovani non ce n'erano. Forse è proprio per questo che i giovani non cominciano neanche: non esistono le strutture e ci pensano bene prima. Alcune persone si fermano e ci guardano incuriosite, altre si spaventano a causa del rumore e perché è uno sport un po' "scattoso" ci muoviamo a scatti, sembriamo un po' isterici. Anche i vigili, pur scacciandoci sempre, in fondo non ci vogliono male, perché a loro piace come cosa, però devono fare il loro lavoro. Comunque sono comprensivi."

Può sembrare un'americanata per ragazzini, ma se ti soffermi un po' più a lungo… allora scopri un mondo di colori, suoni, emozioni dotato di un linguaggio e di una cultura propri. Nell'espressione dei loro corpi, spesso doloranti, traspare una sorta d'armonia, una filosofia di vita "alternativa". Lontani e slegati dal mondo, con il vento fra i capelli, con gli abiti larghissimi e colorati, creano "immagini" con le quali esprimono ingenuamente, la loro individualità. L'atmosfera è viva, ricca di freschezza, di spontaneità e di dubbi ma gli skaters non nascondono il loro entusiasmo, la loro gioia di vivere, la loro fiduca, la loro età.
Un famoso campione di skate, in età adulta, ha voluto raccontare ciò che si muove nel profondo di questo mondo in una mostra fotografica significativamente intitolata: "ANGELI CADUTI DAL CIELO…"

Testo e foto di Patrizia Umilio - 28/12/2003


Per suggerimenti, segnalazioni, consigli e materiali su fatti, personaggi e curiosità biellesi: patti@biellaclub.it

Un ringraziamento particolare a Stefano e a Tia e a tutti gli skaters di Biella per la collaborazione, ad Alessandra per la digitale, a Robim per lo scanner...