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Il Presidente della Provincia Orazio Scanzio e l'inceneritore Fenice

14 Giugno 1993: la Società Fenice S.p.a. presenta alla Regione Piemonte istanza di autorizzazione per la realizzazione e gestione di un impianto di termodistruzione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi sul territorio di Verrone, nell'area di proprietà della FIAT. Contestualmente inoltra al Ministero dell'Ambiente la richiesta di pronunciamento sulla compatibilità ambientale. L'impianto tratterà rifiuti tossici-nocivi esterni, vale a dire anche provenienti dall'estero. Secondo Orazio Scanzio, attuale Presidente della Provincia di Biella, "la scelta del territorio non sembra dettata da alcuna regola logica se non legata alla proprietà dei terreni".

Laureato in Geologia e Direttore dell'Osservatorio Metereosismico di Oropa, per Orazio Scanzio la lotta contro "Fenice" comincia nel 1994 quando è incaricato dal COSRAB di stilare una relazione sul progetto (presenterà una relazione assolutamente negativa).

Ma nonostante le opposizioni, nel 1995 il progetto Fenice comincia a decollare. Quasi tutti i biellesi ne fanno motivo di lotta: "con l'appoggio del dott. Piana" - racconta Scanzio - "decido di sensibilizzare la popolazione scendendo direttamente nelle piazze per spiegare il significato di Fenice". Si espongono e si trattano le gravi conseguenze che l'impianto potrebbe procurare su tutto il territorio biellese: inquinamento dell'ambiente, dell'aria e dell'acqua con conseguenze catastrofiche per la salute degli abitanti.

Nel maggio del 1996 si svolge a Biella un'imponente manifestazione: un corteo di 12.000 persone che, presenti le autorità locali, intende esprimere tutto il dissenso popolare. A questo punto il committente, Fiat, si ferma senza pronunciarsi. Tutto è sospeso.

Nel 1999 Orazio Scanzio è eletto Presidente della Provincia di Biella.

"La mia battaglia a Fenice continua" - prosegue Scanzio - "quando nel 2002 l'EDF (società elettrica francese che ha rilevato la Società Fenice Spa), si propone ripresentando il progetto alla Provincia di Biella per il rilascio dell'autorizzazione finale. Ritengo che la nuova società sia ancora più pericolosa della Fiat, considerato il fatto che l'EDF potrebbe non avere alcuno scrupolo nei confronti di un territorio al di là dei propri confini".

"Cerco di agire secondo la mia carica istituzionale e come persona informata sui fatti, uso a volte azioni che saranno definite carnevalesche, incasso ricorsi e accuse ma è più importante cercare di fermare la costruzione dell'impianto. Chiedo di ricorrere alla Commissione Ambientale dell'Unione Europea denunciando le anomalie del progetto "Fenice" direttamente al Commissario per l'Ambiente Margot Wallstrom, che chiede una verifica delle procedure ambientali."

Il 13 ottobre 2003 c'è stata la prima decisione ufficiale, il primo NO al progetto:

"L'attuale no a Fenice è il primo atto negativo ufficiale pronunciato. Per me è stata una sfida personale portata avanti con coraggio." - termina il Presidente della Provincia - " E' una vittoria dei Sindaci, dei Presidenti delle Comunità Montane e delle Autonomie Locali, dell'associazione ADA (Associazione di Difesa Ambientale di Verrone), ma soprattutto della gente biellese che ha dimostrato quanto sia profondamente radicato e sentito il legame con il proprio territorio".


Dall'intervista ad Orazio Scanzio, Presidente della Provincia di Biella, del 14/10/2003.
Integrazione notizie sito ADA - Associazione di Difesa Ambientale di Verrone.
Atti della Conferenza Stampa del 13/10/2003


Patrizia Umilio, Giorgio Gulmini, Roberto Moretto - Foto di Roberto Borchia. -
04 novembre 2003