Incontro con la dottoressa Antonella Giordano, direttrice della casa
circondariale di Biella.
Comè strutturato il carcere di Biella?
Nella
casa circondariale di Biella attualmente sono ristretti circa 220 detenuti
a fronte di una presenza media di 300 detenuti prima dellindulto.
Per quanto concerne i circuiti di appartenenza, oltre ai cosiddetti
detenuti comuni con posizione giuridica di definitivi , con sentenza
passata in giudicato, e detenuti con posizione giuridica appellanti
e ricorrenti ed in attesa di Primo Giudizio, sono presenti altre sezioni
per categorie di appartenenza, secondo il principio richiamato dallart
14 dello.p. secondo il quale lassegnazione ad una sezione
dellistituto è disposta avendo riguardo alla possibilità
di procedere ad un trattamento rieducativo comune. Sono dunque presenti:
una sezione di primo livello per detenuti tossicodipendenti, una sezione
destinata ai detenuti ristretti per reato di riprovazione sociale o
reati cd. sex offenders, una sezione cd E.I.V elevato indice di vigilanza,
una sezione destinata ai detenuti ammessi al lavoro allesterno
e in semilibertà.
Quali
attività svolgono i detenuti?
Tra le attività lavorative organizzate, oltre a quelle interne
finalizzate al mantenimento della struttura, quali servizi cucina, pulizie
generali, conservazione ordinaria fabbricato, spesino, lavanderia, manutenzione
aree verdi interne ed esterne alla struttura, (sono per lo più
attività funzionali allorganizzazione interna della struttura),
è in progetto una convenzione con la Cooperativa Sociale Aurora
per limpiego di un detenuto in art. 21 O.P. per produzione ortoflorovivaistica.
Per quanto riguarda i corsi di formazione professionale finanziati dalla
Regione Piemonte e gestiti dal Centro di Formazione Professionale -
CFPP - della Casa di Carità Onlus, oltre al corso di manutenzione
aree verdi, che da diversi anni viene tenuto allinterno dellistituto
e destinato ai detenuti cd. comuni, è stato approvato per lanno
2007, per la prima volta, un corso di formazione professionale di legatoria
destinato ai detenuti per reati cd. sex offenders. Si spera, attraverso
Cooperative sociali, di trasformare questa possibilità di formazione
professionale in una vera e propria attività lavorativa interna
di legatoria e in collaborazione anche con la Casa Circondariale di
Novara, dove è già in atto unattività di
tipografia. Ho avuto, di recente, un incontro con alcune Cooperative
Sociali che si sono dimostrate interessate a questo progetto ed anche
tramite il Tavolo Gol (Gruppo Operativo Locale) della Provincia di Biella,
si cercherà di sensibilizzare tutti gli Enti per promuovere questa
attività lavorativa, finalizzata ad acquisire commesse di lavoro.
Penso ad esempio alla Biblioteca, ai servizi destinati allarchivio,
anche studi privati, professionali. Questa attività costituirà
una fonte produttiva allinterno della struttura per il mantenimento
dei detenuti e delle loro famiglie, con la possibilità di essere
impiegati in attività analoghe esterne attraverso le Cooperative
Sociali.
Per quanto riguarda gli altri corsi professionali, è già
avviato un ciclo scolastico professionale dell IPSIA per sartoria
ed alta moda: è un corso triennale con la possibilità
di poterlo portare anche al quinquennio, destinato ai detenuti ristretti
per reati di riprovazione sociale. Cè la possibilità,
attraverso un progetto con lIPSIA e con la Provincia di Biella,
di realizzare ununità produttiva aziendale interna. Al
momento cè soltanto lintento, il proposito di poterlo
realizzare, però sarebbe interessante creare una vera e propria
lavorazione, una produzione di sartoria allinterno della struttura.
E stato altresì avviato un corso di formazione professionale
Editing e grafica informatica tenuto dalla ISVOR FIAT,destinato ai detenuti
appartenenti al circuito E.I.V.
Oltre a queste attività di formazione, è attivo un corso
scolastico di scuola media ed un corso dalfabetizzazione per i
detenuti stranieri.
Per questi ultimi, bisogna richiamare una convenzione tra la Provincia
di Biella, tra lAmministrazione Penitenziaria e lAssociazione
Mosaico, per la gestione dellattività di mediazione interculturale
a favore dei detenuti stranieri. Lo scopo della Convenzione è
quello di fornire un supporto ai detenuti stranieri sia come servizio
di mediazione interculturale, sia al fine di garantire un supporto linguistico
informativo nei confronti del detenuto in modo tale che la presenza
del mediatore culturale possa essere un valido aiuto nel necessario
percorso di rieducazione alla legalità e alla vita sociale.
Per altri detenuti abbiamo in atto dei corsi distruzione di scuola
primaria e secondaria seguiti da assistenti volontari ex art. 17 o.p.
per sostenere gli esami dammissione da privatisti. Oltre alla
formazione scolastica e professionale sono attivi dei corsi, finanziati
dallAmministrazione Penitenziaria, finalizzati alle attività
trattamentali ed educative per detenuti tossicodipendenti, quali
corsi di lavorazione della ceramica per i detenuti appartenenti alla
sezione di primo livello tossicodipendenti, sezione denominata Ricominciare,
prendendo il nome dall Associazione di Volontariato che da diversi
anni collabora con lAmministrazione, che ospita detenuti che aderiscono
ad un progetto di trattamento seguito dalla equipe penitenziaria integrata
da operatori del SERT. Agli stessi detenuti è destinata la coltivazione
dellorto biologico.
Oltre allAssociazione Ricominciare che viene in supporto
ai detenuti nei bisogni ordinari nonché, collaborando con lAmministrazione
alla promozione dattività trattamentali a loro favore,
sono altresì presenti gli assistenti volontari del gruppo Diocesi
che fanno capo al Cappellano dellIstituto, che oltre a venire
in supporto alle esigenze materiali dei detenuti sono di supporto per
lattività spirituale, con lanimazione delle liturgie
e catechesi.
Quale
cambiamento avviene, nei detenuti, dallarrivo al rilascio?
I
detenuti, allatto dellingresso, seguono una procedura, detta
Servizio Nuovi Giunti che prevede le fasi dellimmatricolazione,
dei controlli finalizzati allaccertamento sanitario, il primo
colloquio di conoscenza con gli operatori del trattamento che seguiranno
il detenuto nel percorso detentivo. I detenuti sono informati dagli
operatori, allatto del primo ingresso, delle opportunità
trattamentali e dei progetti pedagogici presenti nella struttura, delle
attività lavorative o professionali che sono in corso. Sono inseriti
in una graduatoria per i cosiddetti lavoranti e se hanno delle specializzazioni
sono segnalati per i lavori specialistici.
Oltre ad essere informati sulle norme penitenziarie presenti (per i
detenuti stranieri tramite i mediatori culturali), è fornita
loro linformativa rispetto ai progetti pedagogici attivi nella
struttura. I detenuti tossicodipendenti sono informati della sezione
di primo livello e, se interessati, si sottopongono volontariamente
sottoscrivendo il patto trattamentale, a farsi seguire dagli operatori
del trattamento e dagli esperti per valutare il loro ingresso presso
la sezione di primo livello.
Ai detenuti per reati cd di riprovazione sociale (maltrattamento, pedofilia,
violenza sui minori), è illustrato il Progetto Azzurro, progetto
finanziato dal 2003 dalla Regione Piemonte e, se decidono di aderire,
simpegnano a sottoscrivere il patto trattamentale propedeutico
alla presa in carico dagli operatori dellequipe specializzata
per valutarne lingresso e la partecipazione al Progetto stesso.
Compito dellAmministrazione Penitenziaria è quello di fornire
al detenuto in genere delle possibilità, degli strumenti che
gli consentano di valutare il proprio vissuto (rispetto anche alla consapevolezza
del reato commesso) per una revisione critica dello stesso e partendo
da questo punto favorire la risocializzazione. Nella prima fase il detenuto
è chiamato ad effettuare, con laiuto degli operatori ed
esperti un lavoro dinteriorizzazione e di rielaborazione rispetto
al reato commesso.
In un secondo momento, tutti gli strumenti che sono messi a disposizione
sono indispensabili a favorire la presa in carico oltre che linserimento
nel tessuto sociale per il tramite delle Associazioni di Volontariato,
degli Enti Professionali e delle Cooperative Sociali e dei servizi territoriali,
si pensi ai servizi di psichiatria territoriali, al S.E.R.T., Comunità
terapeutiche ,etc.
Quello che è importante è la volontarietà: non
si può obbligare il detenuto ad accettare il cambiamento. Bisogna
favorire questa possibilità, ma non tutti, effettivamente, sono
disposti a cambiare. Si deve lavorare molto sulla consapevolizzazione
del reato e soprattutto sulla revisione critica del proprio percorso
(sono i due momenti importanti) e per fare questo, i detenuti sono supportati
dallequipe trattamentale che è composta dal Direttore,
che presiede lequipe, e da altre figure di riferimento, previste
dallordinamento penitenziario, leducatore, la psicologa,
lassistente sociale, il mediatore culturale, il sanitario, il
comandante del reparto, il personale della polizia penitenziaria (coinvolti
per quanto concerne la vita interna del detenuto rispetto delle regole
che sono comunque fondamentali per un percorso trattamentale ed educativo
e socializzante), nonché gli altri operatori penitenziari predisposti
ai diversi servizi distituto.
Che
tipo di rapporto sinstaura tra il personale del carcere?
I
rapporti sono di grande collaborazione perché lavorare sulle
persone richiede un coinvolgimento da parte di tutti gli operatori.
Cè effettivamente un gran lavoro di rete allinterno
della struttura, sostenuta anche dallesterno da Associazioni di
Volontariato, Cooperative e da altri Enti locali che, istituzionalmente,
sono preposti a favorire lintegrazione con il territorio esterno
quali la Provincia con il tavolo GOL e la Regione Piemonte per il finanziamento
ed il sostegno di progetti allinterno della struttura. Analogamente
per tutti i Comuni che sono interessati ai cosiddetti progetti Regionali
della Legge 45 che prevede la possibilità dimpiego di detenuti
art. 21 in semilibertà presso queste comunità montane
o comunque verso progetti finanziati dalla Regione Piemonte.
Perché
Lei ha scelto un lavoro di questo tipo?
Sono
laureata in Giurisprudenza e Specializzata in Diritto Amministrativo
e Scienza dellAmministrazione, abilitata Avvocato. La formazione
giuridica avrebbe portato ad una scelta forense, come formazione di
studi, e di sicuro la scelta di questo lavoro, al di là dellimpatto
giuridico che ha una sua valenza, è interessante perché
ha come obiettivo luomo. Lavorare con le persone,
non sulle persone. Con le persone perché questo è
un progetto di collaborazione dove il detenuto è visto non come
oggetto del progetto pedagogico, trattamentale e socializzante,
ma come soggetto attivo. Vedere lutente quale collaboratore
di questa scelta è gratificante. E la direzione verso la
quale tutti gli operatori dei penitenziari sono chiamati, lavorare non
sulla persona, ma con la persona, a sostegno,
a supporto di chi ha sbagliato, di chi è stato condannato, è
stato giudicato da un Tribunale, quindi ha violato delle leggi dello
Stato ed ha bisogno di persone di supporto che lo indirizzino verso
una scelta diversa, verso unalternativa che gli consenta, quindi,
un vero e proprio riscatto non solo sul piano umano, ma sul piano sociale
e dei valori.
Lavorare con le persone è lobiettivo importante della mia
vita, del mio lavoro, della mia professione e tutto ciò che potrò
fare per questo servizio, lo farò, e se anche si riuscirà
a recuperare solo una piccola percentuale di persone, è in ogni
caso un gran risultato. La mia più grande soddisfazione è
il riscontro che viene direttamente da detenuti o ex detenuti.
Avere delle risposte dincoraggiamento da parte degli stessi (che
continuano anche dimessi ad avere contatti con le istituzioni, con gli
operatori), nonostante tutte le difficoltà obiettive che giornalmente
abbiamo e con le quali ci confrontiamo, significa che siamo stati considerati
come dei compagni di viaggio e questo è, per me, la soddisfazione
più grande. Nelle difficoltà emerge e si afferma il principio
del lavoro in rete che coinvolge tutti gli operatori non solo impegnati
professionalmente ma coinvolti sul piano umano proprio perché
lavoro itinerante (inteso come percorso) con luomo.