Il biellese è famoso in tutto il mondo per le sue produzioni tessili. I telai qui rappresentati sono un po' la storia recente di queste lavorazioni, non sono i telai più vecchi e non sono neppure quelli di ultima generazione ma sono quelli con cui migliaia di biellesi hanno avuto a che fare nel corso degli ultimi decenni.
Storicamente i telai si possono dividere in tre categorie:
Oggi, nella grande industria, i nuovi telai sono senza navette e senza pinze, sono getti di aria o di acqua che trasportano la trama. Vengono ulteriormente ridotti i dispositivi meccanici, si elimina i problemi d'attrito e si aumenta le velocità di tessitura.
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Le
navette utilizzate fino a metà degli anni '70 nella grande industria
sono oggi quasi interamente sostituite da telai ad alta velocità
senza dispositivi di spolatura. Il tipico rumore che caratterizzava i
reparti di tessitura era proprio il COLPO della navetta che veniva sparata
da una parte all'altra del telaio intrecciando il filo della trama (ospitato
nella sua spoletta) con i fili dell'ordito caricati sul telaio.
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I telai presentati in questa pagina sono adatti alla produzione di tessuto per
abbigliamento, tendaggi, tovaglie.
Sono utilizzati ancora oggi in aziende artigianali e per produzioni di particolare
pregio.

Parte posteriore di un telaio doppio adatto a lavorazioni che necessitano di
un tessuto molto alto
in evidenza i subbi dove sono avvolti i fili di ordito

telaio a navetta - in alto a sinistra si vede il nastro perforato che comanda
la lavorazione dell'ordito

l'apertura dell'ordito dentro la quale passerà la navetta che trasporta
il filo di trama

le lamelle metalliche (tenute in posizione dal filo in tensione) servono a fermare
il telaio in caso di rottura del filo
in alto a sinistra il contabattute (numero di trame inserite nell'ordito)



spolette dove è avvolto il filo di trama
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il
coperchio del tempiale
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il
tessuto semi-finito
(occorreranno ancora le lavorazioni di finissaggio) |

fotografie di G. Gulmini, testo di P. Coda - si ringrazia Lucia Minazio e Egle
Moretti Dionisio