I CARRETTIERI DI CANDELO

L'ASSOCIAZIONE CARRETTIERI DI CANDELO: UNA PIETRA MILIARE NELLA STORIA DEL PAESE

Sfogliando le pagine ingiallite dal tempo del “registro della Società dei Carrettieri" si provano emozioni profonde, perchè le note, i rendiconti, le annotazioni ci dipingono un periodo della storia del paese che non è più, ma che deve rimanere viva nel ricordo di tutti. E l’Associazione dei Carrettieri, con sede all’interno del Ricetto, “cuore” di Candelo, fa di tutto perchè certe tradizioni vengano mantenute ancora oggi, quando i carri sono diventati ormai quasi un “reperto” da museo. Candelo nel passato era un paese prettamente rurale e i carri erano gli unici mezzi di trasporto.

Il mestiere di “carradore” era molto importante, così come quello di maniscalco. Ad esempio, nella ”Guida del Biellese” del 1915 risultano a Candelo, un paese allora di 2982 abitanti, ben due carradori (Orso Giovanni e Ferrarone Antonio), due maniscalchi (Pozzo Antonio e Formagnano Davide) e due commercianti di cavalli (Serratrice Augusto e Serratrice Giuseppe). Ben quattordici persone si occupavano a quel tempo di trasporti con carri.

L’anno di fondazione della “Società dei Carrettieri” di Candelo, come risulta dalla sia pur confusa intestazione del libro contabile, risale al 1877, nella presidenza di Orso Giovanni, di Giovanni Ciro e con la collaborazione di una Commissione formata da Valle Battista, Serratrice (Balos) Falla Carlo della Bona e Giovanni Vialardi. Costoro reggono la società nel primo anno di vita, mentre altri nomi si alternano negli anni successivi; nel primo decennio non sono riportati nomi di altri soci. Nel 1891 si può trovare una lunga lista di nomi: ben 62 soci, oltre ai 4 membri del Consiglio e al Presidente Pessa Antonio. Il rendiconto della festa di S.Antonio viene riportato dal 1889, a quei tempi per la ricorrenza si spesero £. 58,80 di cui £.20 per la musica e £.14 per il vino.
Una curiosità è rappresentata dal rendiconto del 1931-32: la spesa più consistente è costituita da £.220 per due funerali. La vita del sodalizio prosegue fino ad oggi senza interrompersi mai. Ogni presidente resta in carica per un anno.


CURIOSITA’ STORICHE LEGATE ALL’ASSOCIAZIONE DEI CARRETTIERI DI CANDELO

Si racconta che :

  • i vecchi andassero fino nella lontana Ungheria per acquistare i cavalli

  • si riuscisse a trasportare un carico di 10-15 q. alla media fantastica di 4-5 km. orari.

  • si accompagnasse il cavallo a piedi, non certo per risparmiargli fatica, quanto per riscaldarsi col moto

  • si iniziasse spesso la giornata alle 2-3 di notte per concluderla anche 20 ore più tardi

  • si fosse spesso costretti a ricorrere a una “ferratura antineve” per permettere al cavallo di superare percorsi ghiacciati

  • fossero frequenti le forature (sfilamento dei pereni delle ruote) e gli impantanamenti per cui si doveva provvedere a un carico e scarico supplementare del carro per poter ovviare all’inconveniente

  • si incorresse in pesanti sanzioni per trasporti irregolari e per “guida pericolosa”

  • si comprassero (nel 1920) ben 24 cavalli con 7200 lire

  • si bevesse spesso vino di scadente qualità (vinetta) per poter vendere quello buono


LA SFILATA DEI CARRI NEL PASSATO

Cinquant’anni fa, la sfilata in occasione della festa annuale comprendeva solo carri di pregio appartenenti a persone importanti. Questo perché quelli usati abitualmente, ovvero dalla gente comune, erano da lavoro agricolo e trasporto; il carro “da passeggio” era più raro perché costava molto. Alla manifestazione partecipavano non solo i carrettieri di Candelo, ma anche dei paesi vicini, come succede anche oggi.

Esistevano tre tipi di carri: il primo era il calesse che veniva usato per fare passeggiate dalle persone benestanti; il secondo era il carro da lavoro che possedevano tutti e serviva per i lavori agricoli; e il terzo era il carro da trasporto con cui lavorava il carrettiere, il quale si faceva pagare in base alla merce che doveva trasportare.

Il carro serviva anche per trasportare la bara del morto durante il funerale, in questo caso il carro funebre era diverso secondo la condizione sociale del defunto. Se una persona era molto importante, venivano usati quattro cavalli o più, tutti bardati di nero o oro.


IL CARRADORE

Il carradore era colui che costruiva i carri e li aggiustava. A Candelo, fino a cinquant’anni fa, c’erano tanti carri e le strade erano costruite in modo tale che potessero transitare senza danni.

Le strade erano fatte con due lose di pietra ai lati e l’acciottolato al centro; anche sotto ai portoni la strada era fatta in questo modo. I carri servivano per trasportare prodotti agricoli, merci, ghiaccio, fieno e persone. ...la pietra circolare serviva a costruire la ruota del carro. La ruota era in legno con attorno il ferro, battuto a caldo. Poi le ruote venivano montate al carro utilizzando vari strumenti.


Il vecchio mestiere del cartunè (dai ricordi di alcuni nonni)

...faceva di professione il carrettiere (el cartunè). Oggi chi esercita questa professione si chiama autotrasportatore. A quei tempi il mezzo usato era il carro (cartun) trainato dal cavallo. ...i “cartunè“ portavano sempre attaccato al proprio carro l’oggetto necessario ad illuminare la strada in caso di bisogno. Quest’oggetto veniva chiamato lanterna e nel caso di forma piccola: “lantarnin”.

 
 

Pagina realizzata grazie alle informazioni inviate dal Comune di Candelo, un particolare grazie al sindaco Mariella Biollino.

 

Fotografie archivio Biellaclub:

2004: www.biellaclub.it/_news/040201_candelo

2006: www.biellaclub.it/_news/002006/0122_candelo

2007: www.biellaclub.it/_news/_2007/0121



 

13 gennaio 2008

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