un tesoro da salvare

Breve cenno storico sul Santuario di San Giovanni Battista, o di San Giovanni d'Andorno o di San Giovanni della Balma (nome con cui era conosciuto fin dal '500)

"...a mezzo dell'altezza dello scosceso Monte da noi detto Mucrone, in una caverna fatta nella molle pietra, si tiene riposta la sacra e meravigliosa Statua di S. Giov. Battista così bella che è creduta piuttosto celeste che di umana fattura" (Historia, Gratie e Miracoli del Sacro simulacro di S. Giovanni Battista - Torino, 1702)

 

Il Santuario è posto ad un'altezza di 1020 metri, sulla strada che collega a Oropa attraverso la galleria Rosazza. Composto dalla chiesa parrocchiale (prima fase di realizzazione nel 1605, ampliata nel 1747 in stile barocco) che ospita pregevoli opere di pittura e scultura, dalla Cappella del Santo (sec. XV) interamente scavata nella roccia, e dall'Ospizio e dal Collegio che completano la struttura sul piazzale di 4000 mq ospitante anche un caratteristico "bürnell" (fontana).

La data di realizzazione della lignea statua si perde nei secoli passati, si racconta che fù trovata da pastori in una caverna e più volte portata in processione o spostata, ma sempre scompariva e nell'originaria caverna misteriosamente tornava. La storia racconta che la statua non fù più spostata dalla caverna, ma la caverna stessa fu trasformata in una cappella. In seguito sorse la chiesa, poi una sacrestia, poi ancora un rifugio e infine l'intero Santuario.
L'acqua che di continuo bagna le pareti della barma (o balma: la grotta che ospita la statua del Santo) vennero considerate guaritrici dei mali agli occhi e numerose sono le testimonianze popolari di grazie e guarigioni attribuite alla Sacra Statua. (da "L'insidia del meriggio" di Virginia Majoli Faccio, ed. Ieri e Oggi - Biella - 1997) - Nel 1685 si hanno notizie certe di pellegrini che accorrono a San Giovanni per ottenere guarigioni. Oggi si contano 53 tavolette votive recuperate e restaurate provenienti a partire dagli inizi del '700 fino ad arrivare alla prima guerra mondiale.