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Le cappelle del sacro monte
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Le
due cappelle più antiche, che si trovavano nelle vicinanze del santuario
erano dedicate una all'«Annuncio dell'Angelo a Zaccaria con bellissime
statue di rilievo alte al naturale e nell'altra si rapresenta la Visitatione
della Santissima Vergine ». La cappella di Zaccaria fu demolita non molti
decenni fa per allargare la strada e ancor prima quella della Visitazione,
mentre le altre cinque sono ora ridotte in pessime condizioni: le statue
sono state in buona parte spezzate e i dipinti delle pareti, eseguiti
dal pittore Pietro Lace di Andorno (inizio del sec. XVIII), sono rovinati
dall'umidità e dalle infiltrazioni dell'acqua piovana. Le statue in terracotta
dipinta, come si può desumere da quelle ancora intatte della seconda e
della quinta cappella, sono opera di un modellatore assai valente. Basandosi
sulla descrizione contenuta in un libretto di devozione del 1885 e su
quanto ancora resta, possiamo farne la seguente descrizione.
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La seconda cappella è dedicata a S. Ilarione. Il Santo è rappresentato disteso su un misero giaciglio, con le mani giunte, in atto di preghiera. E' la statua meglio conservata. I dipinti della parete di fondo rappresentano una delle sue tentazioni, col demonio che gli presenta alcuni cavalli carichi di beni terreni; quelli delle altre pareti S. Ilarione che assiste i malati e la sua protezione anche dal cielo. |
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La terza cappella ha per titolare S. Gerolamo. Il Santo, acefalo, è rappresentato in ginocchio mentre si percuote il petto con una pietra. I dipinti murali raffigurano nella parete centrale la SS. Trinità e S. Gerolamo flageflato da demoni; in quella destra il Santo atterrito dal suono della tromba del Giudizio Universale e in quella sinistra il suo trionfo, mentre viene portato dagli Angeli in cielo. |
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La
quarta cappella è la più piccola e più povera. Mancano i dipinti sulle
pareti, forse cancellati durante i restauri del 1894. E' dedicata a S.
Onofrio e il Santo è raffigurato in ginocchio, in abito da penitente,
ma la statua è spezzata a metà busto.
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La
quinta cappella rappresenta la Maddalena. E' la più ampia e per due lati
è ornata di porticato. Sulla facciata si intravede ancora la scritta evangelica:
Remittuntur ei peccata multa quia dilexit multum. La statua è ancora
intatta e rappresenta la Santa in ginocchio in atteggiamento di preghiera.
Le pareti di fondo sono dipinte dal Lace, che raffigurò la Maddalena rapita
in alto e nellaa parte inferiore il mare e la città di Marsiglia. |
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Queste
cappelle necessitano di urgenti riparazioni. Oltre le statue, che potrebbero
essere ricomposte, perchè restano ancora quasi tutti i pezzi, anche i
tetti hanno bisogno di essere riparati, in quanto sono già in parte crollati.
Attendere oltre equivarrebbe a perdere per sempre una parte non indifferente
del patrimonio artistico del santuario e dell'intero Biellese.(testo
tratto da "Storia della chiesa biellese - Vol. V - Don Delmo Lebole
- Biella 1989 )
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