OROPA
E GEOLOGIA
Il Santuario di Oropa trova la sua localizzazione in un
contesto geomorfologico particolare, al centro di un piccolo ma caratteristico
e ben conservato anfiteatro morenico. I materiali glaciali ed i massi
erratici ne caratterizzano la conca, anzi proprio attorno al più
grande masso è sorta e si è sviluppata la Basilica Antica.
Molto ben conservati
sono i cordoni costituenti il fianco destro dell'anfiteatro morenico,
sui quali sono state realizzate le cappelle del Sacro Monte.
I depositi della morena sinistra hanno invece sbarrato la valle laterale
del torrente Orone creando un lago ora colmato, mentre la morena frontale,
che costituiva il colle di San Francesco, venne smantellata nel '700
per ricavare la grande spianata antistante il Santuario (detta Prato
delle Oche) e permettere la vista verso la pianura.
In alta valle Oropa trovano importanti motivi di interesse
geologi e petrografi di tutto il mondo che qui giungono per approfondire
lo studio della storia delle Alpi, poiché in questa zona affiorano,
in breve spazio e in condizioni di agevole osservazione, una serie di
rocce che hanno innovato l'interpretazione di tutte le catene montuose
del mondo.
Dall'inizio del secolo erano ben note le eclogiti del lago del Mucrone,
rocce ricche di omfacite e granato che hanno avuto una lunga vicenda
geologica e che sono il prodotto del metamorfismo di alta pressione
e bassa temperatura che caratterizza le prime fasi della formazione
di una nuova catena montuosa.
Una nuova geologia ha avuto inizio negli anni '70 con lo studio del
granito metamorfico del versante Est del monte Mucrone, granito che
testimonia l'affossamento della crosta continentale in subduzione litosferica
sino a 40-45 km di profondità ed il suo successivo ritorno in
superficie, in contraddizione con quanto era previsto da uno dei padri
della teoria della Tettonica delle Placche Litosferiche, il geofisico
americano McKenzie.
L'interesse delle rocce del Mucrone non è legato però
solamente alle trasformazioni mineralogiche che hanno subito, ma anche
al fatto che esse hanno conservato l'aspetto esterno e la tessitura
originaria granitica, nonostante siano state sottoposte ad un pressoché
completo metamorfismo interno.
La zona del Mucrone è così diventata una meta classica
della geologia alpina in quanto offre la chiave di lettura per comprendere
l'origine del complesso dei micascisti eclogitici e la petrologia del
metamorfismo di alta pressione nella crosta continentale.

Fotografie di Enrico Gallotti
Testo del dott. Brunello Maffeo geologo dello STUDIO MAFFEO BRUNELLO
STEFANO
Studio di Geologia di Biella - maffeo@geologi.it
pagina realizzata da Giorgio Gulmini e Patrizia Umilio
22 maggio 2006